Una querela è stata presentata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari in relazione a una vicenda che riguarda la gestione e l’assegnazione di un locale commerciale situato all’interno dell’Anfiteatro “Rino Gaetano”, nell’area di Lido Sant’Angelo a Corigliano-Rossano. Nell’atto il querelante ricostruisce una serie di episodi verificatisi negli ultimi anni e chiede alla magistratura di svolgere accertamenti su quanto denunciato.
Le circostanze e le ipotesi formulate nel documento rappresentano la versione del querelante e dovranno essere eventualmente verificate dagli organi investigativi e dalla magistratura.
Al centro dell’esposto c’è un contenzioso relativo all’utilizzo di uno spazio commerciale e agli interventi effettuati nel corso del tempo sull’area. Il querelante richiama, tra gli altri elementi, un verbale della Polizia locale del 2023 successivamente annullato dal Giudice di Pace e un procedimento penale conclusosi, secondo quanto riportato nell’atto, nel luglio 2026 con un’assoluzione “perché il fatto non sussiste”.
La denuncia fa poi riferimento a un intervento di sgombero che sarebbe stato effettuato l’8 agosto scorso e alla successiva assegnazione del locale a un nuovo soggetto. Secondo la ricostruzione contenuta nella querela, all’interno della struttura sarebbero rimasti beni, attrezzature e opere che il denunciante sostiene essere di sua proprietà. Anche su questi aspetti, naturalmente, saranno gli eventuali accertamenti a stabilire l’esatta dinamica dei fatti e la fondatezza delle contestazioni.
Nell’atto vengono indicate diverse opere che, secondo il querelante, sarebbero state realizzate a proprie spese, tra cui interventi sugli infissi, adeguamenti igienico-sanitari e impianti. Viene inoltre lamentata la sottrazione o comunque la mancata disponibilità di merci e attrezzature commerciali.
La querela contiene inoltre contestazioni riguardanti alcuni aspetti amministrativi e catastali connessi all’area e alle procedure di assegnazione. Si tratta, anche in questo caso, di valutazioni formulate unilateralmente nell’esposto e sulle quali non risulta, dal solo documento, alcun accertamento giudiziario definitivo.
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La vicenda passa dunque ora all’attenzione dell’autorità giudiziaria, alla quale spetterà verificare se quanto rappresentato nella querela trovi riscontro e se sussistano gli estremi per ulteriori iniziative. Fino ad allora, le contestazioni contenute nell’esposto restano accuse di parte e non fatti giudiziariamente accertati.






