Corigliano Rossano – Una piazza commossa e partecipe ha stretto il sindaco Flavio Stasi in un abbraccio collettivo. L’incontro pubblico di questa sera ha registrato un’importante presenza di pubblico, tra cui consiglieri regionali, amministratori e sindaci del territorio. Sul palco il primo cittadino ha raccontato come è nato l’appuntamento. Qualcuno gli aveva chiesto se fosse il caso di farlo comunque. Lui ha detto sì, e quello che doveva essere un momento di vicinanza e fiducia si è trasformato in un grande abbraccio. Poi le parole più dure. «Quelli che sono passati sono stati i giorni più lunghi e più bui della mia vita», ha detto. Ha ricordato che, senza il sostegno dei cittadini, quel periodo sarebbe stato ancora più difficile. Una fiducia che prima poteva solo leggere nei messaggi, ha spiegato, e che questa sera ha potuto toccare con mano. Una battuta importante riguarda la lotta alla criminalità che continuerà con maggiore rigore a partire dai prossimi giorni.
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A margine dell’evento il sindaco ha spiegato cosa lo ha colpito di più. «Una piazza piena, partecipe, fiduciosa: è un segnale politico importante», ha detto. Ma ha precisato di non parlare di schieramenti. Intende la politica nel suo senso più autentico: una città che ha fiducia in chi la rappresenta ed è pronta a stargli accanto. Quella fiducia, ha aggiunto, è stata la forza in più nei giorni difficili. Un valore particolare lo ha dato alla presenza dei colleghi. Secondo il sindaco, quella dei primi cittadini del territorio è anche una vicinanza istituzionale. «Spesso i sindaci vengono coinvolti non per quello che fanno, ma per quello che sono costretti a fare a causa del loro ruolo», ha osservato. Sono a contatto con i cittadini ogni giorno, e proprio per questo, ha sostenuto, sono «l’anticorpo principale contro la criminalità organizzata». Una condizione che, a suo dire, riguarda quasi tutti. Per questo ritiene che anche gli altri amministratori presenti si siano sentiti toccati.
La fiducia nell’inchiesta
Sull’inchiesta il giudizio è netto. «Era un’inchiesta importante, che aspettavamo da tempo», ha spiegato, indicando come causa l’atteggiamento sempre più arrogante di alcune organizzazioni criminali del territorio. Per questo si è detto grato verso chi ha condotto le indagini, e lo resterà. Guardando avanti, il sindaco non annuncia svolte. «Si continua con la forza di questa fiducia», ha detto, richiamando il lavoro svolto in questi anni. Un impegno che, ha spiegato, passa dal contrasto allo sviluppo della criminalità sul territorio e da un’antimafia che vuole essere insieme politica, sociale, culturale e amministrativa. «Quel lavoro continua senza tentennamenti», ha assicurato. Gli è stato chiesto anche della procedura della commissione d’accesso, con il Ministero dell’Interno e un governo di centrodestra. Il rischio, secondo alcuni, è che la politica possa interferire. Il sindaco ha escluso questa ipotesi. A suo giudizio le parole usate nell’ordinanza di revoca sono pesanti e rispecchieranno qualsiasi ulteriore valutazione. «Non penso che la politica possa inserirsi in queste dinamiche», ha detto. Poi un avvertimento. Se la politica dovesse provarci, ha sostenuto, «ci andrà a perdere». Come, a suo dire, è già successo nei giorni scorsi a chi, «un po’ incautamente», ha evitato di prendere una posizione chiara e netta. Una posizione a favore della legalità, e quindi dell’amministrazione comunale, della città e del territorio. La serata si è chiusa tra gli applausi di una piazza che, nelle intenzioni degli organizzatori, voleva essere un segnale. Il sindaco lo ha raccolto e lo ha rilanciato: la fiducia dei cittadini, ha detto, è la base da cui ripartire.






