Corigliano-Rossano, Stasi torna in carica: resta possibile la commissione d’accesso

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Il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi torna a esercitare le proprie funzioni dopo la revoca degli arresti domiciliari disposta il 5 novembre nell’ambito dell’inchiesta Ginestra. Con il venir meno della misura cautelare cessa anche la sospensione dalla carica. Il rientro alla guida del Comune, però, non impedisce un eventuale accesso prefettizio per verificare possibili condizionamenti della criminalità organizzata sull’amministrazione.

Il sindaco in carica e una commissione d’accesso possono operare contemporaneamente. La commissione svolge accertamenti e acquisisce documenti, senza assumere la gestione dell’ente. Il suo insediamento non comporta automaticamente la sospensione del sindaco, della giunta o del consiglio comunale.

La distinzione fondamentale riguarda l’oggetto dei due procedimenti. L’inchiesta penale accerta le responsabilità delle singole persone. Il procedimento amministrativo previsto dall’articolo 143 del Testo unico degli enti locali verifica invece se collegamenti o condizionamenti mafiosi abbiano compromesso le decisioni e il funzionamento del Comune. Gli accertamenti possono riguardare amministratori, dirigenti, dipendenti, appalti, contratti e servizi.

In questo quadro, la revoca della misura cautelare a Stasi ha un peso, ma non chiude automaticamente ogni possibile approfondimento sull’ente. Il venir meno dei gravi indizi a suo carico deve essere considerato attraverso le motivazioni del giudice, soprattutto quando la valutazione amministrativa riguarda gli stessi episodi esaminati nel procedimento penale.

Se una ricostruzione viene ridimensionata in sede giudiziaria, anche il suo utilizzo sul piano amministrativo richiede una valutazione aggiornata e adeguatamente motivata. Allo stesso tempo, eventuali ulteriori elementi relativi ad altri soggetti o settori del Comune possono essere esaminati autonomamente.

Per un eventuale scioglimento non è necessaria una condanna penale. Servono però elementi concreti, univoci e rilevanti di collegamento o condizionamento mafioso, con le conseguenze sull’amministrazione previste dalla legge. Il coinvolgimento di esponenti politici in un’inchiesta non determina da solo lo scioglimento del consiglio comunale.

L’eventuale commissione viene nominata dal prefetto, che esercita i poteri di accesso per delega del ministro dell’Interno. È composta da tre funzionari pubblici e dispone di tre mesi per gli accertamenti, prorogabili una sola volta per ulteriori tre mesi. Durante questo periodo l’amministrazione continua a svolgere le proprie funzioni, salvo distinti provvedimenti previsti dalla legge.

Al termine, la commissione consegna le conclusioni al prefetto. Quest’ultimo, sentito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica integrato dal procuratore competente, trasmette una relazione al ministro dell’Interno entro 45 giorni. L’eventuale scioglimento viene disposto con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del ministro e previa deliberazione del Consiglio dei ministri.

L’esito può anche essere diverso: se mancano i presupposti, il ministro conclude il procedimento senza scioglimento. L’accesso è quindi una fase di verifica, il cui risultato non è già scritto.

Per Corigliano-Rossano, il rientro di Stasi ristabilisce l’esercizio delle sue funzioni. Un eventuale approfondimento prefettizio avrebbe invece come riferimento l’intera amministrazione, tenendo conto anche degli sviluppi giudiziari favorevoli al sindaco. La possibilità giuridica esiste; l’effettivo avvio e gli eventuali esiti richiedono atti e valutazioni delle autorità competenti.

 

 

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