Corigliano Rossano. Stasi: Siamo tra le fusioni più importanti del Paese, le nostre rappresentanze lavorino per farlo riconoscere

CORIGLIANO-ROSSANO, – Nei giorni scorsi si è parlato, anche con comunicati stampa trionfali da parte dei nostri rappresentanti extracomunali, delle modifiche introdotte dal governo in materia di fusioni dei comuni, ed in particolare del prolungamento del contributo straordinario.

Francamente si tratta di una sconfitta spacciata per vittoria.

Nel combinato disposto dei provvedimenti, infatti, si stabiliscono tre cose: 1. Si prolungano i contributi straordinari per altri 5 anni (unica cosa positiva); 2. Si conferma il massimale di 2 milioni di euro l’anno per il comuni inferiori a 100 mila abitanti; 3. Si stabilisce un massimale di 10 milioni di euro l’anno per i comuni superiori a 100 mila abitanti.

Una vera beffa. Ho più volte ribadito che il massimale di 2 milioni è ridicolo e penalizzante per Corigliano-Rossano, vergognosamente sottodimensionato.

A prescindere dalle opinioni, lo dimostro coi numeri. Il medesimo contributo, anzi qualcosa di più nel riparto, è concesso per esempio ad altri 3 comuni: Valsamoggia (BO), Figline-Incisa (FI) e Montoro (AV), rispettivamente circa 31 mila abitanti, 23 mila abitanti e 19 mila abitanti. In pratica a questi tre comuni si è conferisce per 15 anni un contributo di 63 euro ad abitante per Valsamoggia, di 86 euro ad abitante per Figline-Incisa, di 104 euro ad abitante per Montoro. A Corigliano-Rossano sono stati conferiti circa 22 euro ad abitante, ovvero un contributo 3, 4 e 5 volte inferiore rispetto ad altri comuni. Non faccio paragoni sulla dimensione territoriale: sarebbe davvero come sparare sulla croce rossa.

Ma la assurdità di questo tetto massimo si misura anche con comuni ancora più piccoli. La vicina Casali del Manco, a cui auguriamo convintamente ogni bene ed il miglior sviluppo possibile, quest’anno ha diritto a circa 1,6 milioni di euro su 9.500 abitanti: circa 176 euro per abitante a fronte dei nostri 22. Non credo ci sia da aggiungere altro.

Se a questo aggiungiamo che il massimale ora viene enormemente rivisto per i comuni superiori a 100 mila abitanti, la beffa diventa ancor più grande. Che razza di criterio è? Non si tratta di una norma ti carattere amministrativo-burocratico, come quella del Direttore Generale, che impone una soglia, né si possono immaginare fusioni aritmetiche: questo è un contributo che deve avere carattere di proporzionalità ed invece continua ad essere ulteriormente sproporzionato. Una vergogna.

Ho sempre pensato e continuo a pensare che i vantaggi della fusione non sono di carattere finanziario, ma sono già evidenti e lo saranno sempre di più in termini di organizzazione del territorio, messa in rete delle risorse, prospettive di sviluppo e superamento dei limiti istituzionali, ma ciò non significa essere fessi.

Questi sono temi concreti di cui dovrebbe occuparsi con urgenza la nostra delegazione parlamentare, perché la città va difesa a prescindere dalle simpatie politiche delle amministrazioni, esattamente come noi sosteniamo ogni attività parlamentare che mira a migliorare l’assetto istituzionale del territorio, vicini o distanti dalle campagne elettorali.

Se a questo aggiungiamo che la Regione Calabria nelle due fusioni calabresi non ha messo una lira, a differenza di altre regioni che hanno previsto, così come imposto dalla norma, altrettanti contributi a favore dei comuni fusi, credo che il quadro sia completo. Per questo insisto nel dire che il governo regionale, proprio perché si appresta a discutere di ulteriori fusioni, deve mettere mano al portafogli ed adeguarsi alle altre regioni, recuperando anche l’arretrato, facendo la propria parte così come la normative le impone. Anche questo è un tema che credo non possa più essere ignorato dalle nostre rappresentanze regionali.

Si tratta di temi di carattere istituzionale che non possono risentire di divisioni politiche, che richiedono sinergia e difesa degli interessi della città e sui quali richiamo fortemente l’attenzione delle nostre rappresentanze.

IL SINDACO FLAVIO STASI

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