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Nel XIX secolo questo corso d’acqua fu ancora interessato da un progetto avanguardistico: venne costruita una centrale idroelettrica, tra le prime del Sud Italia, per fornire elettricità pubblica alla città. Ad oggi, di quell’ambizioso progetto resistono alcuni manufatti e parte dell’architettura industriale originale. In tempi più recenti, l’area è stata oggetto di un importante intervento paesaggistico, favorendo l’istituzione de “Il parco ambientale del Coriglianeto”, che ha restituito una valenza storica identitaria al percorso a valle degli antichi mulini, che associazioni e cittadini si impegnano, con dedizione e passione, per rendere fruibili ai turisti. Siamo, quindi, di fronte ad un bene essenziale che ha determinato l’evoluzione e lo sviluppo economico ed agricolo del territorio. Per questo deve essere considerato patrimonio paesaggistico e culturale, da tutelare e valorizzare, inserendolo nei circuiti turistici, escursionistici e naturalistici regionali, nazionali ed europei. Se, però, da una parte il Coriglianeto offre tanta storia e bellezza, dall’altra le amministrazioni comunali ce l’hanno messa tutta per renderlo una latrina con scoli fognari, di scarichi abusivi e pericolosi di residui derivanti dall’ospedale o da prodotti chimici per l’agricoltura, luogo di scarico di fanghi di depurazione, ad oggi, mai attuata, discarica di carcasse di auto e di elettrodomestici. Tutto questo è stato sversato per gravitazione in impluvi e canali che confluiscono, senza controllo alcuno, nel Coriglianeto.
Questa situazione, negli anni passati, è stata già portata più volte all’attenzione dell’opinione pubblica e della magistratura civile e penale da attivisti, per far luce sulla mancata depurazione delle acque reflue che, a tutt’oggi, nonostante non è servita, viene riportata come servizio con un costo importante, con notevole aggravio delle bollette idriche. E’ chiaro che l’unico depuratore del Centro Storico, quello di Ciciriello, realizzato ex novo appena una decina di anni fa e costato alla comunità due milioni di euro, non solo non funziona ma, molto probabilmente, avrà problemi derivanti dalla sua stessa realizzazione relativamente al pompaggio ed alla depurazione stessa, e, conseguentemente, allo stoccaggio e allo smaltimento dei fanghi. Non si spiega altrimenti il perché tutto viene sversato nel Coriglianeto.
Al riguardo della depurazione e dei depuratori, in Italia come in Calabria (ne fu interessata anche Corigliano) si rilevarono una serie di conflittualità che impegnarono le Corti civili di tutto il territorio nazionale. Nel 2008, la Corte Costituzionale si espresse mettendo fine all’annosa questione ritenendo iniquo ed anticostituzionale, ancorché illegittimo, attribuire un costo ad un servizio mai attivato o eluso del tutto. I cittadini vessati da tale tassa ingiusta si rivolsero, così, alla giustizia civile che riconobbe il danno accusato dai cittadini e condannando i vari Comuni tra i quali il nostro ex di Corigliano Calabro alla restituzione dei canoni indebitamente percepiti. Conseguentemente, la Corte dei Conti della Regione Calabria obbligò i comuni a prevedere nei bilanci una voce dedicata per la restituzione di tali somme relativamente agli anni pregressi. Anche per questo aspetto, la ex città di Corigliano Calabro venne ad essere oggetto di attenzione da parte della magistratura che a più riprese intervenne sequestrando depuratori e intere pari di territorio inquinato. Tra cui il depuratore di Ciciriello e l’intera area in prossimità del Torrente. È chiaro che il Coriglianeto ed il paesaggio circostante vanno preservati, tutelati e valorizzati a monte come a valle. Il Circolo UDC di Schiavonea, nei giorni scorsi, ha realizzato un’attenta attività di monitoraggio della foce del Coriglianeto, assai prossima ai Lidi Balneari della Marina di Corigliano, con un vero e proprio report video e fotografico, dal quale si rilevano scarichi di liquami inquinanti e proveniente da reflui. Questa mancata attività di salvaguardia ambientale comporta rischi per la salute dei cittadini e mina le basi della stessa economia che deriva dal turismo balneare e di cui sappiamo essere la vera vocazione naturale della nostra Città.
L’UDC di Corigliano – Rossano, con i Circoli del Centro Storico di Corigliano e di Schiavonea, non intende muovere polemiche sterili o tendenziose al solo fine di promuovere aspetti d’inettitudine amministrativa, ma vuole sottolineare piuttosto la gravità della situazione, che offende la Storia dei Cittadini di Corigliano e di Schiavonea, denunciando quanto rilevato, e richiama l’Amministrazione Comunale ad attivarsi immediatamente per programmare e mettere in atto idonee azioni e strumenti di monitoraggio del Torrente Coriglianeto, al fine di controllare e a prevenire eventuali scarichi illegali nel Torrente stesso, e per avviare una complessiva opera di riqualificazione dell’intero percorso, luogo della nostra Storia e della nostra Bellezza. A tale proposito, l’UDC vigilerà in modo costante su tale problematica e ritornerà sull’argomento, in caso di inattività da parte dell’Amministrazione Comunale, attivando azioni di denuncia a tutela del Bene naturale, nelle Sedi opportune.
UDC CORIGLIANO – ROSSANO CIRCOLO CENTRO STORICO DI CORIGLIANO
CIRCOLO DI SCHIAVONEA






