Una tragedia avvenuta durante un controllo delle forze dell’ordine è ora al centro di un’inchiesta della Procura di Cosenza. Un giovane di 25 anni, di origine tunisina e cittadino italiano, è morto dopo essersi lanciato dal balcone della propria abitazione mentre i carabinieri stavano eseguendo una perquisizione legata agli obblighi degli arresti domiciliari.
L’autorità giudiziaria ha aperto un fascicolo per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e verificare eventuali responsabilità. Nel frattempo, il Comando provinciale dell’Arma ha mantenuto il massimo riserbo sull’accaduto, in attesa degli sviluppi investigativi.
Fondamentale per gli accertamenti sarà anche la testimonianza della madre del giovane, presente nell’abitazione durante il controllo. La donna ha riferito agli investigatori di aver assistito agli ultimi istanti del figlio e ha sostenuto che il ragazzo, già in una condizione di forte fragilità emotiva, sarebbe stato sottoposto a una forte pressione verbale prima del gesto estremo. Dichiarazioni che saranno ora valutate dagli inquirenti insieme ai rilievi tecnici e alle testimonianze degli operatori intervenuti.
La Procura dovrà chiarire ogni aspetto dell’episodio per accertare se l’intervento si sia svolto nel rispetto delle procedure previste e individuare con esattezza le circostanze che hanno preceduto la morte del venticinquenne.
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