Crati esonda ancora, Abate accusa: «Argini lasciati senza interventi»

 Case sommerse a Thurio e Ministalla, l’ex senatrice chiede opere urgenti e richiama la Regione alle proprie responsabilità –  L’allarme torna a farsi sentire lungo il corso d’acqua che attraversa la Sibaritide. Dopo l’ennesima esondazione, Rosa Abate, già parlamentare e rappresentante dell’associazione Schierarsi di Villapiana, punta il dito contro chi avrebbe dovuto intervenire. «La bomba ad orologeria del fiume è esplosa di nuovo», afferma. «C’è una grave responsabilità per chi doveva evitare tutto questo e non lo ha fatto».

In mattinata Abate si è recata sull’argine insieme ai residenti di Thurio, colpiti ancora una volta dall’invasione dell’acqua. Abitazioni, aziende, stalle: intere esistenze travolte. Una scena che riporta alla notte tra il 27 e il 28 novembre 2018, quando le frazioni di Thurio e Ministalla furono devastate. Secondo l’ex senatrice, da allora nulla sarebbe cambiato nonostante le continue segnalazioni della popolazione. «Ho sempre detto che il Crati era una bomba ad orologeria e purtroppo si è ripetuto il peggio».

Sul posto era presente anche il presidente della Regione. «Non si può più aspettare per mettere in sicurezza gli argini», ha dichiarato Abate. «Esistono già finanziamenti che attendono solo di essere destinati ai lavori». La competenza sulla manutenzione spetta alla Regione, ricorda l’ex parlamentare, che chiede interventi immediati e concreti. «Il tempo dei comunicati è finito. Non si può più attendere: la vita degli abitanti non può essere messa a rischio». Infine l’impegno personale: «Sarò al fianco dei miei concittadini fino al completamento delle opere necessarie».

   

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