Cronaca. Bancarotta nel settore carni: debiti erariali per oltre 730 mila euro, arrestati tre imprenditori

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CROTONE – Tre imprenditori sono stati raggiunti da misure cautelari nell’ambito di un’indagine sulla bancarotta di alcune aziende operanti nel commercio all’ingrosso di carni. Due sono stati condotti in carcere, mentre per un terzo sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Il provvedimento è stato eseguito nella mattinata odierna dai finanzieri del Comando Provinciale di Crotone su disposizione del Gip del Tribunale, su richiesta della Procura guidata da Domenico Guarascio.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i tre avrebbero portato al dissesto tre società attraverso il depauperamento delle risorse e la distrazione dei beni aziendali, accumulando tra il 2016 e il 2024 debiti erariali per oltre 730 mila euro.

Contestualmente, sono state sequestrate sei società di comodo con sede a Rocca di Neto, ritenute strumenti utilizzati per proseguire le attività illecite a danno dell’erario e dei creditori.

Le indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno ricostruito un sistema basato sulla gestione unitaria delle aziende fallite, caratterizzato da evasione fiscale, mancato versamento di contributi e sottrazione sistematica di risorse, destinate a fini personali.

Secondo gli inquirenti, gli indagati si sarebbero inoltre avvalsi di prestanome per schermare le proprie responsabilità e ostacolare le azioni di recupero da parte dei creditori.

Il meccanismo avrebbe portato al fallimento progressivo delle società coinvolte, lasciando dietro di sé strutture prive di beni e gravate da debiti.

L’inchiesta si trova nella fase delle indagini preliminari e le accuse dovranno essere verificate nel corso del processo. L’operazione conferma l’impegno della Guardia di Finanza e della Procura nel contrasto ai reati fallimentari e nella tutela della concorrenza legale

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