Montalto Uffugo – Una paralisi burocratica che dura da quasi un decennio e che sta mettendo in ginocchio la comunità di Taverna. Al centro della polemica c’è il sottopasso ferroviario, un’opera attesa dal 2017 e oggi diventata il simbolo dell’inefficienza logistica locale. La consigliera regionale del Partito Democratico, Rosellina Madeo, ha depositato un’interrogazione per chiedere conto dei ritardi “giurassici” che stanno mortificando il diritto alla mobilità dei cittadini e danneggiando le attività commerciali della zona.
L’iniziativa nasce dalle sollecitazioni di Francesco Gerundino, segretario del circolo PD di Montalto Uffugo, e punta il dito contro lo stallo totale del cantiere, fermo ormai da anni a causa di un ritrovamento archeologico.
La cronologia di un’opera infinita
La storia del sottopasso di Taverna è una sequela di scadenze mancate:
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Luglio 2016: Consegna ufficiale dei lavori.
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Dicembre 2017: Termine di ultimazione previsto (mai rispettato).
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2022: Durante gli scavi viene rinvenuto un reperto storico classificato dalla Soprintendenza.
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Oggi (2026): A quattro anni dalla scoperta, il cantiere è un’area “dormiente” in attesa che Rete Ferroviaria Italiana (RFI) presenti il progetto per lo spostamento del reperto.
L’onere di RFI e il disagio dei residenti
Secondo quanto denunciato da Madeo, il blocco attuale dipende dalla mancata presentazione, da parte di RFI, di un progetto esecutivo specifico per la rimozione e il ricollocamento del reperto storico. Nonostante la Soprintendenza abbia dato le sue prescrizioni, da anni tutto tace.
«Cosa si aspetta a sollecitare Rfi affinché individui la ditta per spostare il ritrovato storico e mandare avanti i lavori?», si chiede la consigliera. «La comunità di Taverna vive in un cantiere aperto ma inattivo, vedendo sfumare la possibilità di utilizzare un’infrastruttura fondamentale per la circolazione locale».
Una ferita per il territorio
L’interrogazione mira a scuotere i vertici regionali affinché si facciano parte attiva nel confronto con le ferrovie. Non si tratta di una grande opera legata all’Alta Velocità, ma di un intervento di viabilità urbana che incide sulla vita quotidiana di migliaia di persone. Per Madeo, il caso di Montalto Uffugo è l’ennesima dimostrazione di come la Calabria resti prigioniera di tempi amministrativi inaccettabili, dove persino una “fortunata scoperta” archeologica finisce per trasformarsi in una condanna all’isolamento per il territorio.
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