CATANZARO – Il nuovo aumento del prezzo del diesel pesa sull’intero Paese, ma colpisce in modo più duro la Calabria. A sostenerlo è Rosellina Madeo, esponente del Partito democratico, che parla di un aggravio inevitabile per cittadini già penalizzati da servizi carenti.
«Con pochi treni e collegamenti limitati, sia interni sia verso le altre regioni, i calabresi sono costretti a usare l’automobile. Non è una scelta, ma una necessità», afferma Madeo, sottolineando come il rincaro di circa cinque centesimi al litro incida in modo diretto sulle spese quotidiane.
Secondo la consigliera, le difficoltà derivano da una rete ferroviaria inadeguata e da collegamenti esterni insufficienti. «L’Alta Velocità prima annunciata e poi cancellata, tratte interne inefficienti e lavori ancora da chiarire, come nel caso della Sibari-Crotone, rendono complessi anche gli spostamenti regionali», spiega.
Criticità evidenziate anche sul fronte dei voli. «Al di là degli annunci, restano collegamenti pochi, costosi e talvolta cancellati per mancanza di passeggeri», aggiunge, rimarcando come il ricorso all’auto resti spesso l’unica soluzione praticabile.
Madeo richiama infine le promesse del 2022 sulla riduzione delle accise. «Allora si parlava di eliminarle, oggi invece vengono aumentate. La distanza tra parole e atti è evidente», osserva, chiedendo un maggiore impegno dei rappresentanti calabresi in Parlamento. «La regione fatica ancora a far sentire la propria voce, nonostante una filiera istituzionale che dovrebbe tutelarne gli interessi».
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