Il calcio calabrese dice addio a Enrico Etna, portiere di grande valore e successivamente preparatore stimato, capace di lasciare un segno profondo in ogni realtà attraversata. Una carriera lunga e ricca di soddisfazioni, vissuta senza mai conoscere una retrocessione, dato che racconta meglio di ogni parola il suo spessore umano e sportivo.
La sua storia inizia nella stagione 1968/69 nel settore giovanile della Nuova Igea. Due anni più tardi il passaggio in prima squadra, con la partecipazione al campionato di Serie D. Nel 1974 prende avvio una fase importante con la Rossanese, dove resta fino al 1978 indossando la maglia rossoblù tra Promozione e Serie D.
Furono stagioni intense, ricordate dallo stesso Etna come tra le più belle della sua esperienza calcistica. «Anni straordinari, con dirigenti che diedero tutto per questi colori», amava raccontare, citando spesso Tripodoro, Franco Lauria, Giovanni Romano e Giovanni Antoniotti. Un periodo che coincise con alcune delle pagine più luminose della società ionica.

A sinistra il Presidente Franco Lauria
Dopo l’attività tra i pali, Etna ha continuato a vivere il calcio come preparatore dei portieri, collaborando con realtà importanti come Reggina e Crotone, mettendo competenza ed equilibrio al servizio delle nuove generazioni.
Ogni ritorno a Rossano era occasione per rievocare quel passato, fatto di sacrifici, risultati e senso di appartenenza. Con la sua scomparsa se ne va anche una parte di quella Rossanese che ha scritto una storia ancora oggi ricordata con affetto.
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