L’editoriale di Matteo Lauria – I signori del “no” all’Esercito dovrebbero avere l’onestà intellettuale di guardare in faccia la realtà. Non quella raccontata nei convegni, nelle dichiarazioni di circostanza o nelle sedute consiliari. La realtà che i cittadini vivono ogni giorno per strada.
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Eppure c’è ancora chi continua a dire no. No all’Esercito. No a qualsiasi misura straordinaria che abbia effetti nell’immediato, e non già chiedere elevazioni a Gruppi, riapertura di tribunali o chiedere di tutto e di più.
Nessuno ha mai sostenuto che un presidio itinerante dell’Esercito possa risolvere definitivamente il problema delle tensioni sociali o del degrado. Sarebbe una sciocchezza affermarlo. Ma è altrettanto sciocco negare che la presenza visibile dello Stato rappresenti un deterrente.
Un mezzo militare che percorre le strade, una pattuglia presente nei punti più sensibili, un presidio mobile nelle aree più esposte trasmettono un messaggio di maggiore serenità e tranquillità. E’ innegabile, chi dice il contrario lo fa per spirito di avversità o per eccesso di senso critico!
Oggi chi garantisce la tranquillità di chi esce la sera? Chi rassicura le famiglie? Chi tutela gli operatori turistici che investono sul territorio e assistono impotenti al susseguirsi di episodi che danneggiano l’immagine delle località?
Tempo fa a Schiavonea si è svolta perfino una manifestazione per chiedere più sicurezza. Da allora cosa è cambiato? I fatti raccontano poco o nulla. Le risse continuano. Gli episodi di violenza si ripetono. L’allarme resta.
La politica che dice tutto e il contrario di tutto per non decidere mai è la peggiore possibile. Perché conserva lo status quo e scarica sui cittadini il peso delle proprie indecisioni.
Chi ha detto no all’Esercito dovrebbe spiegare oggi ai residenti, ai commercianti e agli imprenditori turistici quale sarebbe l’alternativa immediata. Non quella tra sei mesi o un anno. Quella di adesso.
Perché la sicurezza non è uno slogan ideologico. È un diritto. E quando un territorio inizia a perdere la percezione della sicurezza, qualcuno dovrebbe smettere di fare battaglie di principio e iniziare ad ascoltare la realtà.






