La città continua a fare i conti con una spirale di illegalità che non accenna a fermarsi. L’ultimo episodio si è consumato nella notte lungo Corso Garibaldi, tra i rioni Interzati e Porta dell’Acqua, nel cuore antico di Rossano. Ignoti hanno colpito una serie di vetture parcheggiate: parabrezza distrutti, carrozzerie ammaccate, finestrini in frantumi.
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Le forze dell’ordine e la magistratura sono impegnate in un lavoro costante. I controlli sono stati intensificati, le indagini proseguono. Tuttavia la successione degli episodi dimostra che le misure adottate finora non bastano.
La manifestazione di Schiavonea, partecipata e composta, aveva lanciato un messaggio chiaro: la comunità non accetta più violenza e soprusi. Ma l’appello non sembra aver prodotto effetti concreti.
Da più parti si chiede un rafforzamento immediato della presenza dello Stato. C’è chi invoca l’impiego dell’esercito a supporto delle pattuglie. La richiesta resta sospesa, mentre i cittadini attendono risposte.
Non si tratta solo di repressione. Serve un piano straordinario che unisca controllo del territorio, prevenzione, presidio costante nelle aree più esposte. Il centro storico non può diventare terra di nessuno.
Ignorare l’allarme sarebbe un errore. La sicurezza è un diritto. E quando il senso di protezione viene meno, si incrina il rapporto tra istituzioni e comunità. Corigliano Rossano merita attenzione, ascolto e interventi concreti. Adesso.







