Maltempo, esondano Crati e Coscile. Flai Cgil: «Serve prevenzione strutturale e rilancio della forestazione»

Le intense piogge che si protraggono da tempo e che hanno registrato un sensibile peggioramento nel mese di febbraio, in particolare nei giorni 11, 12 e 13, hanno determinato un evento idrologico definito straordinario. Nel giro di poche ore i livelli idrometrici dei fiumi Crati e Coscile si sono innalzati in maniera rapida e significativa, anche a causa dello scioglimento delle nevi sul Pollino e sulla catena costiera paolana, aggravando ulteriormente la situazione.

L’ondata di piena ha provocato lo straripamento dei corsi d’acqua e la rottura degli argini in diversi tratti, con conseguenze rilevanti sul territorio.

Sull’accaduto è intervenuta la Flai Cgil Pollino-Sibaritide-Tirreno. La segretaria generale Federica Pietramala ha sottolineato che sarebbe giunto il momento per la Regione Calabria, in qualità di soggetto attuatore e titolare delle competenze in materia di gestione dei corsi d’acqua, di avviare una programmazione strutturale e un rilancio della manutenzione delle sponde, degli argini e degli alvei fluviali.

Secondo il sindacato, sarebbe necessario prevedere attività periodiche e programmate di rimozione della vegetazione presente nei letti dei fiumi. Tuttavia, alla luce dei cambiamenti climatici in atto, caratterizzati da fenomeni estremi come cicloni e bombe d’acqua un tempo meno frequenti, la priorità dovrebbe essere rappresentata dalla prevenzione.

In quest’ottica, la Flai Cgil ha ribadito l’importanza della figura dell’operaio idraulico-forestale, ritenuta centrale per un’azione preventiva efficace. Attraverso interventi di pulizia dei boschi, manutenzione dei terrazzamenti e piantumazione di specie idonee a mantenere coeso il terreno, si potrebbero ridurre i fenomeni di dissesto idrogeologico che, a valle, contribuiscono a peggiorare le condizioni dei letti fluviali.

Per il sindacato, non sarebbe sufficiente intervenire esclusivamente sui bacini fluviali, ma occorrerebbe avviare un lavoro incisivo nelle aree montane e collinari, così da limitare l’insabbiamento dei fondali dei fiumi e prevenire il rischio di esondazioni.

Pietramala ha inoltre evidenziato la necessità e l’urgenza di mettere in campo politiche di prevenzione territoriale, puntando su nuove assunzioni e su una forestazione produttiva, accompagnata da adeguata formazione e da una programmazione lungimirante, capace di guardare alla prevenzione del dissesto idrogeologico e degli incendi boschivi, anche nell’ambito del servizio AIB.

Infine, la segretaria generale ha osservato che sarebbe preferibile valorizzare e impiegare lavoratori del territorio, evitando convenzioni con associazioni di altre regioni che comporterebbero costi rilevanti, in un contesto segnato dallo spopolamento e dalla fragilità delle aree interne calabresi.

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