Tra armi, violenze e paura diffusa, servono misure concrete: presenza militare per periodi limitati come supporto reale alla sicurezza – C’è un equivoco che va chiarito subito. Nessuno ha mai detto che con l’arrivo dell’esercito si risolve il problema. Pensarlo significa non capire, o far finta di non capire. La criminalità organizzata non si cancella con una pattuglia in più. Non è mai successo e non succederà. ‘Ndrangheta, camorra, mafia: sono fenomeni radicati, con cui questo Paese convive da decenni e continuerà a convivere. È una realtà dura, ma reale. E allora di cosa stiamo parlando? Di deterrenza. Di presenza. Di controllo del territorio nei momenti più delicati.
Perché i fatti sono sotto gli occhi di tutti: armi sequestrate, sparatorie, aggressioni, pestaggi, furti continui. E non si tratta di percezione, ma di cronaca quotidiana. In questo contesto, pensare a una presenza dell’esercito per sei mesi all’anno non è una provocazione. È una proposta concreta. Limitata nel tempo, mirata, legata a fasi ben precise: la stagione agricola con l’arrivo di molti migranti, e l’estate con l’afflusso turistico, soprattutto nelle zone costiere.
Non è una soluzione definitiva. È un argine. Vedere mezzi militari in strada, uomini in divisa che presidiano e controllano, non è solo immagine. È un segnale. Per chi vive onestamente e per chi invece pensa di poter agire indisturbato. E allora sorprende lo scontro politico.
Sorprende un consiglio comunale che si oppone a una misura senza costi per l’ente locale e a carico dello Stato.
Con tutto il rispetto per le istituzioni, nessuna decisione può essere considerata intoccabile quando in gioco c’è la sicurezza dei cittadini. Qui non si tratta di avere ragione o torto. Si tratta di responsabilità. Dire “lo Stato c’è” è giusto. Ma lo Stato deve anche farsi vedere, soprattutto dove e quando serve di più. La presenza dell’esercito non risolve tutto. Ma può rallentare, contenere, dissuadere. E oggi, in questa città, è già qualcosa. Quindi mai detto o scritto che con l’arrivo dell’Esercito di risolve il problema.
Matteo Lauria – Direttore I&C
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