Il progetto di un impianto eolico da 23 pale nel territorio di Acri è al centro della protesta portata davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro da cittadini, associazioni e amministratori. I partecipanti chiedono di tutelare le attività agricole, il paesaggio e le aree di interesse archeologico, a partire da Piano del Barone.
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Le contestazioni riguardano soprattutto le possibili conseguenze dell’impianto su un territorio legato alle produzioni agroalimentari e al turismo naturalistico. Secondo i manifestanti, il progetto rischia di compromettere queste attività e di incidere su Piano del Barone, area di rilevante interesse archeologico.
L’assessore comunale all’Ambiente, Mario Bonacci, ha chiarito che la contrarietà riguarda la localizzazione e l’impatto dell’intervento, ribadendo il sostegno alle energie rinnovabili. Ha quindi richiamato la vocazione agricola e turistica di Acri e chiesto come si possa autorizzare un impianto su terreni occupati da piccole aziende agricole e in presenza di aree archeologiche di pregio.
Alla protesta hanno partecipato anche il Comitato NAPA di Popolo Unito Aps, l’associazione Sila Greca e l’Associazione culturale Re Italo. La richiesta condivisa è che la transizione energetica tenga conto delle caratteristiche dei luoghi e delle esigenze delle comunità coinvolte.
Le associazioni hanno annunciato che continueranno a seguire il progetto e a intervenire nelle sedi competenti per chiedere la tutela del territorio.






