CASTROVILLARI – Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, Luca Fragolino, non ha convalidato il fermo di Pietro Scintu, il 76enne indagato per la morte della moglie Carmela Bifano. Contestualmente, però, il GIP ha emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, accogliendo la richiesta formulata dal sostituto procuratore Anastasia Angrisani.
Scintu, dunque, resta detenuto. La sua permanenza in carcere non deriva più dal decreto di fermo emesso mercoledì mattina dalla Procura, ma dal nuovo e autonomo provvedimento cautelare adottato dal giudice.
Il 76enne, originario della Sardegna e residente da oltre 35 anni a Marina di Schiavonea, nell’area urbana di Corigliano-Rossano, è indagato per l’uccisione della moglie. Carmela Bifano, 73 anni, era stata trovata senza vita nel primo pomeriggio di martedì nell’agrumeto di famiglia in contrada Torre Voluta, nelle campagne di Corigliano-Rossano. A chiamare la polizia era stato lo stesso marito.
Secondo quanto emerso, il GIP avrebbe ritenuto sussistenti i presupposti per applicare la misura cautelare più grave in relazione all’ipotesi di femminicidio contestata dalla Procura. Non sono ancora note, tuttavia, le motivazioni per le quali il fermo non sia stato convalidato né quelle poste dettagliatamente alla base della custodia in carcere.
La mancata convalida e l’applicazione della misura cautelare non sono, dal punto di vista processuale, incompatibili. Il giudice può infatti ritenere che il fermo non fosse legittimo al momento della sua esecuzione — per esempio per la mancanza di uno specifico presupposto o per un vizio procedurale — e, nello stesso tempo, ravvisare gravi indizi di colpevolezza ed esigenze cautelari tali da giustificare una misura coercitiva.
Si tratta quindi di due valutazioni distinte: la prima riguarda la legittimità del fermo già eseguito; la seconda stabilisce se l’indagato debba rimanere sottoposto a una misura cautelare durante le indagini.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |






