Le diffide inviate prima dello spettacolo pirotecnico non sono bastate. Durante i festeggiamenti di Ferragosto le fiamme hanno devastato la collina. I residenti: «Un disastro annunciato che si poteva evitare» – Il pericolo era stato segnalato nero su bianco. E non una volta sola. Prima con una comunicazione del luglio 2025 indirizzata al Comune e al Commissariato di Polizia, poi con una nuova diffida inviata il 15 agosto 2026 al sindaco e al protocollo comunale.
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Nella diffida inviata nel pomeriggio del 15 agosto, poche ore prima dello spettacolo, il proprietario ribadiva di non avere autorizzato l’uso della propria area e avvertiva che l’accensione dei fuochi avrebbe potuto causare danni gravissimi all’uliveto circostante.
L’allarme, secondo quanto denunciano i residenti, sarebbe rimasto senza risposta. Durante lo spettacolo pirotecnico è scoppiato un incendio che ha avvolto la collina di Santa Maria delle Grazie. Le fiamme si sono estese lungo il terreno raggiungendo gli alberi, mentre i fuochi d’artificio continuavano a illuminare il cielo. Adesso gli abitanti chiedono spiegazioni e vogliono sapere perché quelle segnalazioni non abbiano portato allo stop dello spettacolo o all’adozione di misure capaci di evitare il disastro.
Parlano gli abitanti di Contrada Santa Maria delle Grazie
«La natura è un bene prezioso che deve essere protetto, rispettato e valorizzato. Quanto accaduto nella notte di Ferragosto dimostra, invece, quanto poca attenzione venga ancora riservata alla tutela dell’ambiente nel nostro territorio.»
«Quello che doveva essere presentato come uno spettacolo si è trasformato in un incendio che ha devastato la collina di Santa Maria delle Grazie. Non si può parlare di una fatalità, perché il rischio era stato segnalato chiaramente e in anticipo».
«Il proprietario dell’area aveva più volte avvertito e diffidato il Comune di Corigliano-Rossano. Aveva spiegato che l’accensione dei fuochi d’artificio all’interno della proprietà avrebbe potuto provocare un incendio, considerata la presenza di vegetazione e materiale facilmente infiammabile».
«I terreni interessati sono sottoposti all’Ecoschema 2, relativo all’inerbimento delle colture arboree previsto dalla Politica agricola comune 2023-2027. Questo sistema comporta il mantenimento della copertura vegetale e il divieto del diserbo chimico. Proprio per questa ragione era stato segnalato un rischio ancora maggiore».
«Gli avvertimenti non sono stati ascoltati. La prevenzione degli incendi e la tutela dell’ambiente sono state sacrificate, a nostro avviso, alla superficialità e all’imprudenza». «Al terzo colpo, un artificio pirotecnico si è schiantato sul terreno ricoperto di foglie. Da quel momento il fuoco ha cominciato a propagarsi tra gli alberi, che sono stati avvolti dalle fiamme».
«La cosa più grave è che, mentre l’incendio divampava sulla collina, lo spettacolo pirotecnico è proseguito come se nulla stesse accadendo. Le fiamme erano ben visibili, ma i fuochi continuavano a essere sparati».
«Ora pretendiamo risposte precise. Chi ha autorizzato lo spettacolo? Chi doveva verificare la sicurezza dell’area? Perché le diffide non hanno prodotto alcun intervento? Quali misure di prevenzione erano state predisposte?».
«Non accetteremo che tutto venga archiviato come un semplice incidente. Il rischio era conosciuto, le autorità erano state avvertite e il danno si è verificato esattamente come era stato temuto. Adesso devono essere individuate le responsabilità».
«Santa Maria delle Grazie non può essere trattata come una contrada dimenticata. Chiediamo rispetto per chi vi abita, per chi vi lavora e per chi tutela ogni giorno uliveti e terreni. Dopo le fiamme non bastano il silenzio o le giustificazioni: servono verità, responsabilità e interventi concreti».






