Gasolio alle stelle, autotrasporto calabrese al limite: aziende soffocate dai costi

Bastano pochi centesimi in più al litro per trasformare ogni rifornimento in una stangata da migliaia di euro. Il rincaro continuo mette in ginocchio le imprese della regione.

Il rincaro continuo del gasolio sta mettendo in seria e drammatica difficoltà le imprese calabresi dell’autotrasporto, già costrette a lavorare con margini ridotti all’osso e spese fisse sempre più pesanti. Bastano infatti pochi centesimi in più al litro per trasformare ogni operazione di rifornimento in una vera e propria stangata da migliaia di euro.

A denunciare una situazione ormai del tutto insostenibile è Fedralog (la Federazione Autotrasporto e Logistica), che torna a sollecitare con forza un intervento tempestivo da parte del Governo, della Regione Calabria e dei rappresentanti politici del territorio.

Un’emergenza quotidiana che soffoca i bilanci
Come evidenziato da Mario Pansini di Fedralog, le aziende del settore si trovano costrette ad affrontare aumenti quasi quotidiani, senza avere la possibilità di trasferire immediatamente questi rincari sui committenti. Per una flotta o un’impresa che consuma migliaia di litri di carburante ogni mese, anche una variazione apparentemente minima alla pompa incide in modo devastante sui bilanci aziendali.

Nonostante la crisi, gli autotrasportatori non possono semplicemente fermare i mezzi: la macchina operativa impone di continuare a onorare le scadenze, pagando regolarmente gasolio, stipendi, contributi, assicurazioni, pedaggi, manutenzioni e rate dei finanziamenti. Una pressione economica soffocante che si somma ad anni di rincari stratificati, alimentando il concreto pericolo che molti imprenditori, ormai esausti, finiscano per rinunciare persino a protestare.

Il nodo delle accise e il credito d’imposta di settembre
Nel dibattito sulle contromisure possibili, Fedralog richiama l’attenzione su un paradosso legato alla gestione delle accise. Per le imprese del settore — che recuperano una parte dell’accisa sul gasolio professionale — un’eventuale riduzione temporanea delle accise alla pompa non avrebbe lo stesso effetto benefico previsto per i semplici automobilisti: una minore imposta pagata all’origine comporterebbe infatti un rimborso successivo proporzionalmente più basso.

Un parziale barlume di speranza potrebbe arrivare dal credito d’imposta sul gasolio, per il quale le aziende avranno la possibilità di presentare domanda a partire dal mese di settembre. Una misura giudicata certamente necessaria, ma considerata da sola del tutto insufficiente a risolvere strutturalmente il problema.

Senza un calo stabile e duraturo del prezzo del carburante e l’introduzione di strumenti normativi capaci di proteggere i margini operativi delle aziende, i bonus e gli incentivi rischiano unicamente di rinviare l’agonia del comparto. Il grido d’allarme è chiaro: servono soluzioni strutturali immediate, prima che un numero sempre maggiore di imprese sia costretto a lasciare definitivamente la strada.

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