Rossano. Fuochi dell’Achiropita, oltre 500 ulivi ridotti in cenere: quattro denunciati

CORIGLIANO-ROSSANO – Quattro persone sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Castrovillari nell’ambito delle indagini sull’incendio divampato il 15 agosto durante i festeggiamenti in onore della Madonna dell’Achiropita. Il rogo ha devastato un uliveto privato in contrada Pollice-Santa Maria delle Grazie, nell’area urbana di Rossano, distruggendo completamente più di 500 piante.

I carabinieri forestali di Rossano hanno eseguito i rilievi tecnici sul terreno attraversato dalle fiamme e lungo la strada adiacente, indicata come zona di accensione dei fuochi. Durante gli accertamenti sono stati recuperati materiali e frammenti pirotecnici ritenuti compatibili con quelli utilizzati per lo spettacolo conclusivo della festa patronale.

Secondo la ricostruzione investigativa, le scorie incandescenti sprigionate dalla batteria sarebbero finite nell’uliveto sottostante, incendiando la vegetazione erbacea e provocando l’immediata propagazione del fuoco tra gli alberi.

Il materiale recuperato e il fondo interessato dall’incendio sono stati posti sotto sequestro. All’autorità giudiziaria sono stati segnalati il responsabile dell’organizzazione della festa e i tre soggetti che, secondo gli accertamenti, avrebbero materialmente acceso i fuochi d’artificio.

Le diffide inviate prima dello spettacolo

L’esito delle indagini riporta al centro le segnalazioni trasmesse prima della notte di Ferragosto. Il proprietario dell’area aveva già chiesto nel luglio 2025 al Comune e al Commissariato di polizia di impedire l’accensione di fuochi all’interno della proprietà, evidenziando il pericolo rappresentato dalla vegetazione secca e dalla presenza di materiale facilmente infiammabile.

Una nuova diffida era stata inviata il pomeriggio del 15 agosto 2026 al sindaco e al protocollo comunale, poche ore prima dello spettacolo. Nel documento il proprietario ribadiva di non aver autorizzato l’utilizzo del terreno e segnalava il rischio di gravi conseguenze per gli uliveti e le abitazioni vicine.

Dopo l’incendio, gli abitanti di Santa Maria delle Grazie avevano parlato di un disastro annunciato, chiedendo di conoscere chi avesse autorizzato l’iniziativa, quali controlli fossero stati effettuati e perché gli avvertimenti non avessero determinato lo stop dello spettacolo o l’adozione di misure di sicurezza più efficaci.

Le indagini dovranno ora chiarire l’intera catena delle responsabilità e verificare anche gli aspetti legati all’organizzazione e alla gestione dell’evento.

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