La Calabria conquista il primo posto in Italia per produttività nella giustizia tributaria. I dati emersi durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario parlano di risultati che collocano le Corti calabresi ai vertici nazionali per numero di controversie definite.
Secondo il report illustrato nel corso della cerimonia a Catanzaro, ogni giudice tributario calabrese ha chiuso in media oltre 219 procedimenti in un anno. Un dato considerato il più alto a livello nazionale e che conferma la crescita registrata negli ultimi anni dal sistema regionale della giustizia fiscale.
A evidenziare i numeri è stato il presidente della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Calabria, Santi Cutroneo, che ha sottolineato il miglioramento sia sul piano quantitativo sia sulla qualità delle decisioni emesse.
Le Corti tributarie della regione gestiscono una quota importante del contenzioso fiscale italiano. Nel 2025 è stato registrato anche un aumento delle pendenze, passato da circa 5.700 a oltre 6.100 fascicoli, legato soprattutto alla crescita dei ricorsi in appello.
Nonostante questo incremento, le sedi di Catanzaro e Reggio Calabria sono riuscite a ridurre parte dell’arretrato. Più complessa la situazione nelle sedi provinciali, dove continuano a pesare le carenze di organico.
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema della riforma della giustizia tributaria e dell’ingresso dei nuovi magistrati professionali. Secondo i vertici del settore, la riforma potrebbe migliorare ulteriormente efficienza e tempi delle decisioni.
Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti del Ministero dell’Economia, magistrati, avvocati tributaristi e ordini professionali.
Il sistema tributario calabrese viene oggi indicato come uno dei più efficienti del Paese sul fronte della produttività giudiziaria.
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