Il cinema come coscienza sociale: l’Unical ospita il docufilm “Cutro, 94…and more”

RENDE (CS) – L’Università della Calabria si conferma spazio di riflessione e impegno civile attraverso il linguaggio cinematografico. Mercoledì 13 maggio 2026, alle ore 15:00, le Sale Cinema dell’Ateneo ospiteranno la proiezione di “Cutro, 94…and more”, il docufilm diretto dal regista calabrese Angelo Resta e prodotto da AR Films.

L’evento, nato come parte integrante dei corsi di cinema dei corsi di laurea in Comunicazione & DAMS e Linguaggi della Comunicazione e dello Spettacolo, si apre a tutta la comunità accademica e al territorio per trasformarsi in un momento di dialogo collettivo.

Tra documentario e fiction: il racconto di una ferita

L’opera, scritta a più mani da Vincenzo Montalcini, Bruno Palermo, Francesco Pupa e lo stesso Angelo Resta, affronta con un linguaggio visivo intenso i temi della solidarietà, dell’accoglienza e della dignità umana. Attraverso una narrazione che fonde abilmente il documentario e la fiction, il film dà voce a storie ed emozioni che hanno segnato profondamente il territorio calabrese, trasformando la tragedia in un’occasione di riflessione universale.

L’alto profilo tecnico della produzione è garantito da professionisti del settore:

  • Fotografia: Tony Iparmina.

  • Montaggio: David Brassen.

  • Musiche originali: Hacienda-D.

Il dibattito: cinema e coscienza sociale

La proiezione non sarà un evento isolato, ma il punto di partenza per un confronto tra istituzioni, accademici e autori. L’iniziativa sottolinea il valore del cinema come strumento non solo di narrazione, ma di vera e propria coscienza sociale, capace di stimolare il dialogo su temi che interrogano il nostro presente.

Al termine della visione, è previsto un dibattito a cui parteciperanno:

  • Il Magnifico Rettore, Prof. Gianluigi Greco.

  • Il Direttore del DISU, Prof. Raffaele Perrelli.

  • I docenti Emanuele Fadda e Carlo Fanelli.

I relatori dialogheranno direttamente con il regista Angelo Resta e gli sceneggiatori Montalcini, Palermo e Pupa, approfondendo le sfide produttive e il significato civile dell’opera.

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