Cancellate le designazioni del procuratore Guarascio e della presidente Mingrone. Ora la decisione torna al Csm – Terremoto ai vertici degli uffici giudiziari di Crotone. Il Consiglio di Stato ha annullato le nomine del procuratore capo Domenico Guarascio e della presidente del Tribunale Maria Luisa Mingrone, accogliendo due distinti ricorsi che rimettono in discussione gli assetti della magistratura crotonese.
La decisione dei giudici amministrativi di secondo grado ribalta quanto stabilito in precedenza dal Tar del Lazio e riporta la questione nelle mani del Consiglio Superiore della Magistratura, chiamato ora a rivalutare le candidature e individuare nuovi criteri per le future assegnazioni.
Per quanto riguarda la Procura della Repubblica, il ricorso era stato presentato dal magistrato Antonio Bruno Tridico. In primo grado la sua opposizione era stata respinta, ma il Consiglio di Stato ha ritenuto necessario un nuovo esame comparativo dei candidati. Secondo la sentenza, il giudizio per la scelta del dirigente di un ufficio giudiziario deve basarsi su una pluralità di elementi e indicatori professionali, valutati nel loro complesso.
Analoga la decisione relativa alla presidenza del Tribunale di Crotone. Il ricorso era stato promosso dal magistrato Massimo Forciniti contro la nomina di Maria Luisa Mingrone. I giudici amministrativi hanno ritenuto che non sussistessero le condizioni per la partecipazione della magistrata alla procedura di conferma dell’incarico, richiamando il principio che limita la possibilità di ricoprire incarichi direttivi nello stesso ufficio oltre determinati termini.
La sentenza entra nel merito dell’interpretazione delle norme che regolano la durata degli incarichi direttivi e le eventuali riconferme, evidenziando come il calcolo dei periodi già svolti debba essere valutato in modo rigoroso per garantire il rispetto delle regole previste dall’ordinamento giudiziario.
Le due pronunce aprono adesso una nuova fase. Sarà infatti il Csm a dover riesaminare entrambe le posizioni e procedere a nuove valutazioni. Una procedura che potrebbe portare alla conferma degli attuali assetti oppure all’individuazione di nuovi dirigenti per gli uffici giudiziari crotonesi.
La vicenda è destinata ad avere riflessi importanti non solo a livello locale ma anche nazionale, poiché le motivazioni del Consiglio di Stato potrebbero influenzare future procedure di nomina negli uffici giudiziari italiani, rafforzando il principio della trasparenza e della comparazione tra candidati.
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