Davanti al Gip non rispondono alle domande. Proseguono le indagini sui contatti e sulla rete del caporalato. – Restano in carcere i due cittadini pakistani arrestati nell’ambito dell’inchiesta sulla tragedia di Amendolara, costata la vita a quattro braccianti agricoli. La decisione è arrivata dopo l’udienza di convalida davanti al Gip del Tribunale di Castrovillari, durante la quale i due indagati hanno scelto di non rispondere alle domande degli investigatori.
I due uomini, entrambi trentenni, sono accusati di aver avuto un ruolo centrale nell’organizzazione del lavoro dei braccianti coinvolti nella tragedia. Le accuse contestate dalla Procura sono pesanti e riguardano, a vario titolo, la gestione e il reclutamento dei lavoratori agricoli.
Il giudice ha accolto la richiesta della Procura disponendo la custodia cautelare in carcere. Alla base della decisione ci sarebbero la gravità delle contestazioni e il rischio di fuga. Una misura ritenuta necessaria per garantire il corretto svolgimento delle indagini ancora in corso.
Nel frattempo gli investigatori stanno approfondendo ogni dettaglio per ricostruire la rete di contatti che ruotava attorno ai lavoratori agricoli impiegati nella zona dell’Alto Ionio cosentino. Sotto la lente degli inquirenti sono finiti telefoni cellulari, dispositivi elettronici e documentazione sequestrata durante le operazioni che hanno portato agli arresti.
L’obiettivo è comprendere come fosse organizzata la filiera del reclutamento della manodopera e individuare eventuali responsabilità ulteriori. Gli accertamenti si concentrano anche sui rapporti tra gli indagati, le vittime e altri lavoratori presenti nelle campagne tra Villapiana, Trebisacce e l’area circostante.
Un ruolo importante nell’inchiesta potrebbe essere svolto anche dalle testimonianze raccolte nelle ultime ore. Diversi lavoratori stranieri sarebbero già stati ascoltati dagli investigatori per fornire elementi utili alla ricostruzione delle condizioni lavorative e abitative dei braccianti.
Intanto prosegue il lavoro degli inquirenti anche sui superstiti della tragedia. Alcuni lavoratori coinvolti nell’incidente saranno nuovamente ascoltati per chiarire aspetti ancora poco definiti e contribuire alla ricostruzione completa dei fatti.
La vicenda continua a scuotere l’opinione pubblica e ad alimentare il dibattito sul fenomeno del caporalato e dello sfruttamento nei campi. Mentre la magistratura va avanti con gli accertamenti, cresce la richiesta di interventi concreti per garantire legalità, sicurezza e diritti a migliaia di lavoratori impiegati nel settore agricolo.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |






