Incendio nel carcere di Rossano, due agenti intossicati. Il Sappe: «Situazione fuori controllo»

Le fiamme sarebbero state appiccate da un detenuto all’interno di una cella. Un poliziotto è stato trasferito in ospedale, ma non è in pericolo di vita. Il sindacato chiede interventi urgenti, più personale e strumenti adeguati – Due agenti della polizia penitenziaria sono rimasti intossicati dal fumo durante un incendio scoppiato nel pomeriggio di ieri all’interno del carcere di Corigliano Rossano. Uno dei due poliziotti, dopo i primi soccorsi, è stato trasferito all’ospedale “Giannettasio” per ulteriori accertamenti. Le sue condizioni non sarebbero gravi.

Secondo una prima ricostruzione, il rogo sarebbe divampato in una cella e sarebbe stato appiccato da un detenuto. Le fiamme si sono propagate rapidamente, rendendo necessario l’intervento immediato degli agenti in servizio, che hanno provveduto a domare l’incendio e a mettere in sicurezza i detenuti presenti nella struttura.

Durante le operazioni, però, due appartenenti al Corpo hanno inalato i fumi sprigionati dalla combustione, accusando seri problemi respiratori. Nel penitenziario è quindi intervenuto il personale sanitario del 118 con un equipaggio medicalizzato. Per uno degli agenti si è reso necessario il trasporto al pronto soccorso, dove è stato sottoposto ad accertamenti e alle cure del caso.

Sull’episodio è intervenuto il Sappe, Sindacato autonomo di polizia penitenziaria, che torna a denunciare le condizioni di forte criticità nelle quali il personale è costretto a operare negli istituti calabresi.

«La situazione nelle carceri calabresi è ormai totalmente fuori controllo e insostenibile», afferma il segretario generale aggiunto del Sappe, Giovanni Battista Durante. Il rappresentante sindacale richiama l’attenzione sulla carenza di organico e sulla mancanza di strumenti adeguati, sottolineando come gli agenti siano quotidianamente esposti a gravi rischi durante la gestione delle emergenze.

Il sindacato chiede alle istituzioni interventi urgenti e concreti per tutelare l’incolumità del personale. Tra le misure indicate dal Sappe figurano il potenziamento degli organici, una dotazione più adeguata per affrontare le situazioni critiche e l’introduzione del taser o di strumenti analoghi. Viene inoltre sollecitato un piano straordinario per la sicurezza degli istituti penitenziari calabresi.

Durante propone anche di ridurre la pressione sulle carceri attraverso l’accesso di almeno diecimila detenuti a misure alternative, con l’applicazione del braccialetto elettronico.

L’incendio riaccende così i riflettori sulle condizioni di lavoro degli agenti della polizia penitenziaria e sulle criticità della struttura di Rossano, già in passato al centro di episodi e denunce. Sono intanto in corso le verifiche tecniche per ricostruire con precisione l’origine del rogo e quantificare i danni provocati dalle fiamme.

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