Integrazione migranti, Corigliano-Rossano contro la propaganda: “le nostre sono politiche reali, non slogan”

Corigliano-Rossano, 22 gennaio 2026 – L’Assessore alla Città Solidale di Corigliano-Rossano, l’Avv. Marinella Grillo, interviene con fermezza nel dibattito sulla gestione dei flussi migratori, criticando la recente celebrazione a Bruxelles del cosiddetto “modello Rosarno”.

Secondo l’amministrazione di Corigliano-Rossano, la narrazione di certi modelli rischierebbe di essere parziale e distorta, venendo smentita da realtà ancora presenti sul campo come la ghettizzazione, lo sfruttamento lavorativo e il caporalato.

Oltre la narrazione: il piano di Corigliano-Rossano

L’Assessore Grillo rivendica una strada diversa, fondata su investimenti certi e progettualità misurabili, lontana dalle “vetrine” mediatiche. Il Comune ha messo in campo azioni strutturate per superare la marginalità:

  • Investimenti PNRR: Ottenuti 2,6 milioni di euro specificamente destinati al superamento degli insediamenti abusivi in agricoltura.

  • Dignità Abitativa: Interventi concreti tramite il progetto Su.Pr.Eme. (incluso il recupero di Palazzo Pendino) e l’installazione di servizi igienici pubblici nell’area di Boscarello.

  • Inclusione Sociale: Proseguono i progetti FAMI per l’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo.

  • Il Piano Regolatore dell’Integrazione: Grazie al progetto INCAS, il Comune si è dotato di una strategia coordinata con il terzo settore, i sindacati e gli enti pubblici per governare l’accoglienza in modo responsabile.

Dalla marginalità all’autonomia

L’approccio della città ionica non si ferma all’assistenza, ma punta all’emersione totale dei soggetti fragili attraverso:

  1. Supporto alla regolarizzazione lavorativa.

  2. Accesso ai servizi sanitari (scelta del medico di base).

  3. Accompagnamento verso l’autonomia abitativa.

“Esaltare un ‘modello’ che non ha risolto le criticità strutturali significa normalizzare degrado e illegalità,” dichiara Marinella Grillo. “Le nostre sono politiche pubbliche reali. Fare propaganda a discapito di chi lavora quotidianamente con serietà significa sminuire la dignità delle persone.”

La piaga del caporalato

L’Assessore non nasconde le criticità persistenti, in particolare la presenza di migranti irregolari non monitorati che finiscono nella rete del lavoro nero gestito da cooperative e soggetti senza scrupoli. Su questo fronte, la richiesta è chiara: servono meno slogan e più azioni concrete di contrasto all’illegalità per restituire dignità a chi vive e lavora sul territorio.

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