Krustoli, melomakarona e lokma, racconto di Martino A. Rizzo

In ogni famiglia c’è una versione della ricetta per la preparazione dei crustoli. E così anche se la ricetta è unica c’è chi li fa più grandi, chi più piccoli, chi più scuri, chi li preferisce più duri, chi più dorati, chi meno mielosi. Comunque in qualsiasi modo lo si prepari il crustolo è sempre una prelibatezza ed è un peccato che venga fatto solo per Natale. O no? Se ci fosse anche ad agosto perderebbe quel quid che l’unisce indissolubilmente alle Festività Natalizie. Non sarebbe Natale senza i crustoli e i crustoli a Ferragosto sarebbero come la neve in piena estate.

Ma qual è l’origine dei crustoli? Inevitabilmente sono figli della nostra storia che ci ha visto coinvolti nelle vicende dei popoli del Mediterraneo. Dalla Turchia alla Tunisia si trovano dolcetti fritti e indorati col miele. In Grecia, però, ci sono i fratellini dei crustoli che si chiamano melomakarona e anche lì sono collegati al Natale e queste similitudini ci riportano agli antichi rapporti con Costantinopoli e col mondo bizantino.

Come si preparano i crustoli? Bisogna fa ribollire leggermente dell’acqua con un filo d’olio e un po’ di vino. Poi l’infuso, dopo averlo lasciato intiepidire, è pronto per impastarci la farina insieme a poco sale e alla cannella. L’ammasso che si crea va lavorato formando dei cilindretti che devono essere modellati strusciandoli su una cesta in modo da far loro acquisire all’esterno una specie di ricamo.

Quindi si friggono e quando si raffreddano devono essere “atturrati”, in pratica cosparsi di miele precedentemente sciolto in un tegamino. Una volta sistemati su un vassoio bisogna cospargerli di cannella e chiodi di garofano raffinati.

La differenza tra i crustoli e i melomakarona è che i primi vengono fritti e i secondi cotti al forno mentre gli ingredienti al novanta per cento sono gli stessi.

Vengono invece fritti i lokma dolcetti turchi che somigliano in modo straordinario alla nostra “pasta a confetti” che si prepara con un impasto di farina uova e zucchero che viene arrotolato per farlo diventare un filare piccolo dal quale si ricavano dei pezzettini che prendono la forma di piccoli confetti da friggere. In una pentola poi bisogna far sciogliere del miele dentro il quale vanno buttati questi confettini in modo da farli indorare. Successivamente i confettini vanno posizionati su una spianotoia che consente di poter dare all’insieme la forma che si vuole: a ciambella, a collinetta o a piccole porzioni.

 

Non solo crustoli e pasta a confetti si preparano però per le Festività Natalizia. Infatti chi si vuole sbizzarrire accompagna tali dolciumi con i “turdiddi” e i “scaliddi” e comunque anche una gustosa “crucetta” di fichi secchi non sfigura in questa varietà di golosità.

Martino A. Rizzo

I racconti di Martino A. Rizzo – ogni mercoledì su I&C 

Martino Antonio Rizzo è un grande curioso di storie e avvenimenti rossanesi, coriglianesi e più in generale calabresi e gli articoli che prepara per Informazione & Comunicazione non sono altro che il risultato delle ricerche utili a soddisfare queste sue curiosità. Frutto di tale attività è stata anche la realizzazione del sito AnticaBibliotecaCoriglianoRossano che ormai si è meritato un posto di rilevo tra i siti contenenti libri, articoli e fotografie sulla Calabria, tutti liberamente scaricabili.

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