Sibaritide – Sette lavoratori completamente “in nero” scoperti in uno stabilimento balneare dell’Alto Ionio cosentino. È il bilancio di un controllo eseguito dalla Guardia di Finanza del Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia nell’ambito dell’intensificazione delle verifiche sul litorale calabrese durante la stagione estiva.
Nel corso dell’ispezione i finanzieri hanno accertato che tutti i dipendenti presenti erano impiegati senza un regolare contratto di lavoro e privi delle previste coperture previdenziali e assicurative. Una situazione di totale irregolarità che ha fatto scattare la proposta di sospensione dell’attività imprenditoriale, poi adottata dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro. Contestualmente sono state contestate al datore di lavoro le sanzioni amministrative previste dalla normativa vigente.
Il provvedimento trova fondamento nell’articolo 3 del decreto-legge 12/2002, che disciplina la cosiddetta maxisanzione per il lavoro nero, mentre la sospensione dell’attività è prevista dall’articolo 14 del decreto legislativo 81/2008, applicabile quando viene accertato l’impiego di lavoratori irregolari oltre le soglie fissate dalla legge. Oltre alle sanzioni, sono state rilevate anche violazioni degli obblighi previdenziali e assicurativi e della normativa che impone la preventiva comunicazione di assunzione dei lavoratori.
L’operazione si inserisce nel più ampio piano di controlli predisposto dalla Guardia di Finanza per contrastare il lavoro sommerso nel comparto turistico-balneare, fenomeno che durante i mesi estivi tende ad aumentare. L’obiettivo, sottolineano le Fiamme Gialle, è tutelare i diritti dei lavoratori, garantire condizioni di concorrenza leale tra le imprese e contrastare le forme di economia irregolare.
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