Oggi voglio raccontare un episodio che lascia davvero senza parole. Mi trovavo in Piazza Steri a Rossano. C’erano pochi turisti che chiedevano dove fosse l’Ufficio Turistico. La cosa più sorprendente è che nessuno sapeva indicarli. Nemmeno i vigili urbani sono riusciti a dare un’informazione precisa.
A quel punto ho deciso di chiamare direttamente il Comune. Mi risponde l’Ufficio Turistico e la prima domanda che faccio è semplice: “Scusate, dove vi trovate?”. La risposta è stata: “Siamo sopra Sant’Anargiri, all’ultimo piano del Comune”.
Benissimo. Allora faccio presente un problema evidente: arrivano continuamente visitatori, ma non esiste una segnaletica turistica degna di questo nome. Non ci sono indicazioni per il Duomo, per i principali monumenti o per i punti di interesse. Zero. Nemmeno un cartello che aiuti un forestiero a orientarsi.
La situazione diventa ancora più assurda quando apprendo che, per parlare con l’Ufficio Turistico, bisogna prendere un appuntamento. Ma come è possibile? Siamo nel pieno della stagione turistica e chi arriva in città ha bisogno di informazioni nell’immediato, non dopo uno o due giorni.
Mi viene dato il numero 5491, con l’invito a premere il tasto 7. Risponde una dipendente, che mi comunica di non appartenere nemmeno all’Ufficio Turistico e che, se voglio parlare con qualcuno, devo richiamare il giorno successivo perché ricevono solo su appuntamento.
Nel frattempo continuo il mio giro. Arrivo davanti all’Ufficio Turistico e trovo un catenaccio. Chiuso. Erano circa le 11.45 e non c’era nessuno. Nessun operatore, nessuna informazione, nessun orario esposto. Solo una porta chiusa. Ho fotografato tutto. Ho fotografato anche la totale assenza di cartelli che indichino il Duomo o i luoghi prestigiosi da visitare. La domanda è semplice: questa è l’accoglienza che vogliamo offrire ai turisti?
Una città che vuole valorizzare il proprio patrimonio storico e culturale dovrebbe mettere i visitatori nelle condizioni di orientarsi facilmente, trovare un ufficio aperto, ricevere assistenza e informazioni senza dover fissare un appuntamento. Il turismo non si improvvisa e non si gestisce dietro una porta chiusa con un catenaccio. Spero che questa segnalazione venga presa come uno stimolo per migliorare un servizio fondamentale per l’immagine della nostra città e per il rispetto di chi sceglie di visitarla.
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