Mater Domini, gravi limitazioni agli esami clinici. Laghi interroga la Giunta: «Compromesso il diritto alla salute»

Gravi criticità nell’erogazione di esami clinici fondamentali, in particolare in ambito oncologico, al Policlinico universitario “Mater Domini” dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro. A denunciarle è il consigliere regionale e Segretario Questore Ferdinando Laghi, che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata al Presidente della Giunta regionale.

Secondo Laghi, da oltre un anno mancherebbe il radiotracciante indispensabile per l’utilizzo della PET-TC digitale di ultima generazione, dotata di tracciante PSMA. Una carenza che, di fatto, rende impossibile l’esecuzione di numerosi esami diagnostici, nonostante la presenza di tecnologie avanzate e investimenti già effettuati.

«Ci troviamo di fronte al paradosso di macchinari nuovi e all’avanguardia che restano inutilizzati o sottoutilizzati – sottolinea Laghi – a causa della mancanza di forniture essenziali al loro funzionamento». Una situazione che il consigliere definisce una “gravissima disfunzione” del sistema sanitario regionale.

La carenza di radiofarmaci, evidenzia l’interrogazione, produce conseguenze rilevanti per i pazienti oncologici: sospensione degli esami, ritardi nelle diagnosi, difficoltà nei controlli successivi, riprogrammazione di interventi chirurgici e slittamento dei cicli di chemioterapia, con potenziali ricadute sullo stato di salute.

Laghi segnala inoltre che parte dei pazienti viene indirizzata verso l’unico centro pubblico in grado di garantire l’esame, il presidio ospedaliero “Mariano Santo” di Cosenza, già fortemente sotto pressione per l’elevato carico di lavoro. Altri, invece, si rivolgono al privato, sostenendo costi elevati spesso non accessibili a tutti.

Il caso del Mater Domini, secondo il consigliere regionale, riflette una condizione più ampia della sanità calabrese, segnata da crescenti difficoltà di accesso alle prestazioni essenziali, nonostante la disponibilità di apparecchiature moderne. «Una distanza evidente – afferma – tra la dotazione tecnologica e la reale capacità di erogare servizi».

Con l’interrogazione, Laghi chiede alla Giunta regionale di riferire con urgenza sui provvedimenti che intende adottare per superare la criticità, garantire la piena operatività delle strutture e tutelare il diritto alla salute dei cittadini calabresi, evitando migrazioni sanitarie e spese insostenibili.

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