Si chiude con una condanna il caso della neonata sottratta alla madre in una clinica di Cosenza. Il Tribunale ha inflitto cinque anni e quattro mesi di reclusione alla donna ritenuta responsabile del rapimento.
La vicenda risale a gennaio dello scorso anno, quando la piccola fu portata via subito dopo la nascita. Le indagini hanno ricostruito un piano costruito nei dettagli, con la donna che aveva simulato una gravidanza per rendere credibile l’azione.
Nel corso del processo, celebrato con rito abbreviato, sono state riconosciute le attenuanti generiche rispetto alla richiesta iniziale più alta avanzata dall’accusa. Disposto anche il pagamento di una somma a titolo di risarcimento per la famiglia della bambina.
Secondo quanto emerso, il gesto non sarebbe legato a disturbi psichici tali da escludere la piena capacità di intendere e di volere. Le perizie hanno evidenziato una situazione personale complessa ma compatibile con la responsabilità penale.
Resta ancora aperto il capitolo relativo a eventuali responsabilità della struttura sanitaria dove è avvenuto il fatto. Un aspetto che potrà essere approfondito in altre sedi.
La bambina, ritrovata poco dopo, è stata restituita alla madre.
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