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L’Osservatorio, in assenza di notizie ufficiali istituzionali, apprende dalla stampa e dalla delibera dell’ASP dell’8 aprile del 2020 della realizzazione di 36 posti letto (10 di Pneumologia, 10 di Terapia intensiva e Sub-Intensiva respiratoria, 10 di riabilitazione cardio respiratoria, 6 rianimazione). Qual è lo stato dell’arte? Perché cotanto silenzio? Nel frattempo si prende atto della sofferenza interna alle divisioni dello Spoke Corigliano-Rossano ulteriormente sottodimensionate di personale, alcune delle quali rischiano la sospensione delle attività. Dalla data della delibera dell’ASP è trascorso circa un mese, nessuno è a conoscenza dell’evolversi dei lavori, se non i soliti pochi. In assenza di fonti ufficiali, responsabilità non imputabile certo all’Osservatorio, si è necessitati ad attingere a fonti secondarie le quali riferiscono di un giro d’affari voluminoso, tra progettisti, gare, costi per prestazioni, etc etc.
L’Osservatorio chiede spiegazioni, non è ammissibile, soprattutto per chi proviene da battaglie incentrate sulla moralità, mantenere un atteggiamento omissivo attorno alla gestione del polo Covid. Sarebbe opportuno, pertanto, come atto di decenza amministrativa far sapere ai cittadini – contribuenti a che punto è tutta la pratica del polo Covid di Rossano.
L’Osservatorio tiene a sottolineare che negli anni si è battuto per il processo di fusione dei comuni di Corigliano C. e di Rossano. Gli effetti dell’azione amministrativa di governo, e non solo sul tema della sanità, pare stiano producendo un sentimento di avversità al progetto di città unica e l’Osservatorio, dopo tutti gli sforzi fatti insieme ad altri soggetti civici, non può assolutamente consentire la retrocessione culturale di una città dalle straordinarie potenzialità.
UFFICIO COMUNICAZIONE OSSERVATORIO






