- Dopo la Santa Messa di riparazione per il furto sacrilego avvenuto domenica nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, è stato ritrovato il tabernacolo trafugato, ma non l’Ostia Magna che custodiva. Il manufatto è stato rinvenuto all’uscita laterale dell’edificio sacro, tra la porta di ferro e quella di legno, senza però il Santissimo Sacramento.
La coincidenza del ritrovamento subito dopo la celebrazione ha fatto pensare a un gesto deliberato da parte degli autori, che avrebbero voluto restituire solo l’involucro esterno. Resta così in piedi l’ipotesi che l’Ostia Magna sia stata utilizzata per riti esoterici o sacrileghi, come già ipotizzato nei giorni scorsi.
L’episodio ha suscitato grande indignazione nella comunità, già scossa da simili accadimenti avvenuti in passato nell’Alto Jonio. A dare la notizia ai fedeli è stato il parroco, don Pino Straface, durante il rosario al santuario della Madonna delle Grazie. Sulle indagini lavorano i carabinieri, che hanno intensificato la vigilanza sui luoghi di culto.
Appresa la notizia, il vescovo Maurizio aveva nell’immediato diffuso un messaggio accorato rivolto ai fedeli:
“Carissimi fratelli e sorelle, con profonda amarezza e sgomento nel cuore, mi rivolgo a tutta la Comunità per condividere un fatto gravissimo che ha colpito la nostra Chiesa di San Pietro: nelle scorse ore è stata trafugata la teca contenente l’Ostia Magna destinata all’Adorazione Eucaristica. Un gesto sacrilego che ferisce il cuore della nostra fede e ci lascia smarriti di fronte a tanta profanazione. […] Vi esorto, con animo accorato, a prestare la massima attenzione e diligenza nel cercare in ogni angolo delle vie della nostra comunità, nella speranza che si possa recuperare ciò che è stato così indegnamente violato.”
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