Porto di Corigliano, confronto con il nuovo vertice dell’Autorità portuale

CORIGLIANO-ROSSANO – Primo confronto istituzionale sul futuro del porto di Corigliano Calabro tra una delegazione dell’associazione Schierarsi – Villapiana e il nuovo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio, l’avvocato Paolo Piacenza.

All’incontro hanno preso parte l’ex senatrice Rosa Abate e la presidente dell’associazione “Pescatori Marina di Schiavonea”, Maria Carmela De Luca. Al centro del dialogo, lo stato dell’infrastruttura portuale e le prospettive di sviluppo di uno scalo considerato strategico per l’intera Sibaritide.

Abate ha ripercorso il lavoro svolto dal 2018 sul porto, ricordando l’impegno portato avanti a fianco dei pescatori e l’attività avviata dal 2022 con il “Coordinamento giù le mani dal Porto di Corigliano”. Un’azione che ha visto cittadini e associazioni mobilitarsi contro il progetto Baker Hughes, poi accantonato, e che continua attraverso studi, iniziative pubbliche e proposte orientate a una crescita coerente con le finalità originarie dello scalo e con le vocazioni economiche del territorio, legate ad agricoltura, commercio e turismo.

Nel corso dell’incontro è stata ribadita l’attenzione alta della comunità locale sulle scelte che riguardano il porto, considerato un accesso strategico per tutta l’area jonica. Tra i temi affrontati, i due progetti attualmente presenti nello scalo: il cantiere navale già affidato in concessione e l’intervento sulla banchina destinata al traffico crocieristico.

L’ex senatrice ha illustrato le principali criticità emerse negli anni anche attraverso il confronto con gli operatori del mare e ha indicato alcune azioni ritenute necessarie nel breve periodo. È stata inoltre richiamata una parte della relazione tecnica dell’ingegnere Manfredi, dell’associazione Schierarsi, dalla quale emerge come al porto di Corigliano sia stato destinato soltanto l’1 per cento delle risorse previste nel Piano operativo triennale 2025-2027. Abate ha annunciato l’invio del documento completo all’Autorità portuale.

Maria Carmela De Luca ha segnalato carenze strutturali presenti nell’area portuale e ha chiesto chiarimenti sulla gestione e sullo smaltimento dei rifiuti. Sul punto è intervenuta anche Abate, che ha sollecitato spiegazioni sotto il profilo normativo. In merito, sono attese risposte dal segretario generale dell’Autorità, l’avvocato Pasquale Faraone, presente alla riunione.

Nel suo intervento, il presidente Piacenza ha riconosciuto le difficoltà esistenti, sottolineando come la principale criticità non riguardi lo scalo in sé, ma l’isolamento infrastrutturale che penalizza l’intera area jonica. Un tema condiviso dai partecipanti, che hanno richiamato l’urgenza di migliorare i collegamenti.

Abate ha ricordato che il primo intervento rilevante sarà rappresentato dallo svincolo della nuova strada statale 106, progetto seguito durante il suo mandato parlamentare. È stata inoltre richiamata la prospettiva di un collegamento ferroviario, al momento complesso ma ritenuto possibile attraverso un lavoro di programmazione.

Altro aspetto evidenziato è la presenza, in prossimità del porto, della zona industriale dell’area urbana di Corigliano, indicata come un elemento che potrebbe favorire l’integrazione tra attività produttive e funzioni portuali, come già sostenuto in passato durante il dibattito sul progetto Baker Hughes.

Secondo quanto riferito, il presidente Piacenza ha assicurato che quanto emerso nel confronto sarà tenuto in considerazione e che, nella fase di elaborazione del Piano strategico di sistema, oltre alle istituzioni competenti, saranno coinvolti anche il “Coordinamento giù le mani dal Porto” e le associazioni che ne fanno parte.

Abate ha infine annunciato l’invio di una relazione scritta sull’incontro e ha espresso l’auspicio di una visita del presidente allo scalo, confidando che la sua esperienza e professionalità possano contribuire alla valorizzazione di un’infrastruttura attesa da anni dal territorio.

 

 

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