Trasporti verso il blocco, autotrasporto calabrese pronto alla protesta nazionale

L’autotrasporto calabrese si prepara a fermarsi insieme al resto d’Italia. Dal 25 al 29 maggio le imprese del settore aderiranno alla mobilitazione nazionale proclamata da Confartigianato Trasporti e dal coordinamento Unatras per protestare contro il caro carburanti e la crescente crisi di liquidità che sta mettendo in difficoltà migliaia di aziende.

La decisione arriva dopo mesi di aumenti continui dei costi di gestione, con il prezzo del carburante diventato ormai insostenibile per molte imprese del comparto. In Calabria, dove il trasporto merci rappresenta un settore strategico per collegamenti e distribuzione, la situazione viene definita particolarmente delicata.

Le aziende calabresi parteciperanno anche all’assemblea interregionale convocata da Confartigianato Trasporti a Bari. L’incontro servirà a definire i dettagli operativi della protesta, garantendo comunque i servizi pubblici essenziali previsti dalla normativa.

Nel frattempo, Unatras è stata convocata a Palazzo Chigi per un tavolo di confronto con il Governo. Tuttavia, in assenza di risposte concrete, il fermo nazionale resta confermato.

Tra le richieste avanzate dal comparto figurano un credito d’imposta da 500 milioni di euro per compensare gli aumenti dei carburanti, il rimborso rapido delle accise e la sospensione temporanea di imposte, contributi previdenziali e premi assicurativi.

Confartigianato Trasporti Calabria parla apertamente di rischio chiusura per molte imprese. «Siamo stanchi di attendere mentre il settore rischia di essere schiacciato dai costi», si legge nella nota diffusa dall’associazione.

Secondo gli operatori, senza interventi immediati le conseguenze potrebbero ricadere non solo sulle aziende ma sull’intera economia regionale. Il timore è che un eventuale stop dell’autotrasporto possa rallentare forniture, distribuzione delle merci e attività produttive in diversi settori.

 

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