«Di invisibile qui non ci sono solo i lavoratori, ma anche i reali impegni della Regione». È un giudizio tranchant quello espresso dalla vicepresidente del M5S alla Camera, Vittoria Baldino, e dalla capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Elisa Scutellà, in merito all’esito dell’incontro istituzionale tra i sindaci di San Giovanni in Fiore, Longobucco e Bocchigliero e gli assessori regionali Calabrese e Gallo sulla vertenza dei 320 lavoratori del Progetto Montagna.
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La richiesta del verbale e la mancanza di fiducia: Secondo le esponenti pentastellate, la vera notizia dell’incontro non è lo sblocco sbandierato dalla Regione, bensì il fatto che i sindaci siano stati costretti a chiedere formalmente il verbale della riunione, palesando una totale mancanza di fiducia sugli impegni verbali assunti dall’esecutivo regionale.
Il macigno sui bilanci dei piccoli comuni: Il piano prospettato dalla Regione prevede un contributo economico limitato a quattro anni, trascorsi i quali l’intero costo dei contratti a tempo indeterminato graverà stabilmente sui bilanci degli enti locali. Solo per San Giovanni in Fiore si parla di oltre 2,3 milioni di euro l’anno: un onere insostenibile per comuni montani con ristrettezze di bilancio, che finirebbe per bloccare qualsiasi altra futura assunzione (tecnici, geometri, polizia locale). Per il M5S, senza una copertura permanente, non si tratta di stabilizzazione ma di un «debito differito».
Il confronto con gli LSU: Viene rimarcato il divario con la stabilizzazione degli LSU-LPU, sostenuta da un meccanismo statale permanente e storicizzato, a differenza dello schema fragile proposto in Calabria per i lavoratori storicamente legati al Progetto Montagna.
Le iniziative istituzionali a Roma e in Regione
Di fronte a quella che definiscono una misura buona solo per la produzione di comunicati stampa, Baldino e Scutellà annunciano un’azione parlamentare e regionale congiunta. La deputata Vittoria Baldino presenterà un’interrogazione ai ministri del Lavoro e dell’Economia per verificare l’esistenza di misure a tutela dei piccoli comuni montani, mentre la consigliera regionale Elisa Scutellà depositerà un’interrogazione al presidente Roberto Occhiuto e agli assessori competenti per fare luce sui contenuti reali dell’accordo e sulle coperture finanziarie successive al quadriennio.
«Su questi lavoratori si è costruito consenso per anni, sei mesi alla volta. Adesso serve una firma», concludono le esponenti del M5S, chiedendo atti concreti anziché promesse a scadenza.






