La consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva critica gli annunci della Giunta e analizza la risposta scritta all’interrogazione: «Tra gli slogan e la realtà dei fatti c’è una distanza enorme. I Progetti di Vita non devono essere un pezzo di burocrazia ma una reale conquista sociale».
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Il valore della riforma e il divario con gli atti
Per la consigliera regionale, i Progetti di Vita non rappresentano un semplice passaggio burocratico, bensì lo strumento fondamentale per consentire alle persone con disabilità di costruire il proprio percorso esistenziale integrando sanità, servizi sociali, scuola, lavoro e inclusione. «È una riforma che considero non solo giusta ma importantissima — per chi ne fruisce, per le famiglie e per l’intera società», sottolinea Greco.
Tuttavia, l’interrogazione depositata lo scorso 26 giugno ha fatto emergere forti criticità segnalate da Ambiti Territoriali Sociali, operatori e amministratori locali: «Non contesto il principio della riforma. Chiedo come la Regione intenda renderla applicabile e omogenea sui territori, senza scaricare le responsabilità sugli enti locali già in affanno». Dalle risposte ufficiali emergono elementi preoccupanti, come l’ammissione che il rischio di contenzioso è “fisiologico e intrinseco”, l’assenza di un fondo regionale dedicato e la definizione ancora “in progress” degli strumenti operativi.
Le domande aperte e il caso dei 45 esperti
Tra i nodi irrisolti sollevati da Greco figurano l’insufficienza di personale negli ATS, la mancata attivazione omogenea delle Unità di Valutazione Multidimensionale in tutte le ASP e i tempi di attesa per le famiglie. Particolare attenzione viene posta sulla gestione del personale: «La Regione ha selezionato 45 esperti per rafforzare la capacità amministrativa a supporto della riforma, ma ad oggi ne risultano contrattualizzati soltanto 18. In quali Ambiti e ASP sono stati assegnati? Con quali criteri? E quando entreranno in servizio gli altri?». Resta inoltre da chiarire il coordinamento con i fondi esistenti per evitare che le famiglie debbano presentare continuamente nuove domande per ogni avviso pubblico.
Le tre proposte concrete
Pur accogliendo positivamente l’istituzione della Cabina di regia regionale per l’integrazione sociosanitaria — auspicando però la pubblicazione trimestrale dei dati —, Filomena Greco avanza tre proposte operative:
Verifica straordinaria degli organici per accertare se gli assistenti sociali in servizio siano sufficienti.
Piano straordinario di formazione per assistenti sociali, personale ASP, funzionari comunali e componenti delle UVM.
Convocazione annuale della Giunta in Commissione per monitorare l’attuazione, l’efficacia dei servizi e la spesa.
«La Giunta mi ha spiegato come “dovrebbe” funzionare il sistema. Io continuo a chiedere come funziona oggi. Il mio obiettivo non è dimostrare che la Regione ha torto, ma fare in modo che questa riforma funzioni bene per tutti», conclude Greco.






