Si dimette da presidente della Regione ma annuncia la ricandidatura. Scossa la politica calabrese dopo l’inchiesta che coinvolge anche il governatore. “Fiducia nella magistratura, ma serve una svolta”, dice. Tutto paralizzato.
Parola agli elettori
Roberto Occhiuto lascia la presidenza della Regione Calabria, ma non fa un passo indietro: si prepara a correre di nuovo. Una decisione che arriva come un colpo secco in piena estate politica, nel pieno di un’inchiesta giudiziaria che lo riguarda direttamente.
“Non si può amministrare con un macigno sulla testa. E oggi tutto è fermo”, ha dichiarato. Poi ha aggiunto: “Confido nella magistratura, ma non si può continuare in queste condizioni. Tocca ai calabresi decidere”.
Occhiuto annuncia dunque le sue dimissioni, aprendo di fatto la campagna elettorale. Un gesto che mette sotto pressione tutti: alleati, opposizione e anche gli apparati regionali. Nessun accenno a un passo di lato. Anzi. È pronto a tornare in pista e a chiedere il voto per proseguire il suo percorso.
L’inchiesta
Al centro c’è un’indagine aperta dalla procura su presunti illeciti nella gestione di alcuni appalti pubblici. I dettagli non sono ancora chiari, ma il suo nome compare tra quelli attenzionati. Occhiuto respinge ogni accusa: “Ho la coscienza a posto. Ho sempre lavorato per il bene della Calabria”.
Ma è proprio la lentezza della macchina istituzionale, paralizzata dall’incertezza, ad averlo spinto a rompere gli indugi. “Tutto è fermo. Ogni scelta è rinviata. Ogni atto è sotto osservazione. Così non si governa. Non lo merita la Calabria”.
Un messaggio diretto
La linea è netta: mettere sul tavolo una rottura e trasformarla in occasione di rilancio. Occhiuto lancia il guanto agli elettori, non agli avversari. “Non posso restare in carica mentre si solleva una nube sul mio operato. Ma non rinuncio all’impegno. Mi ripresento”.
Il messaggio è diretto. Chiaro. O la fiducia viene rinnovata, oppure si cambia pagina. Intanto, con l’atto formale delle dimissioni si apre una fase di transizione che potrebbe durare settimane.
Reazioni a caldo
In attesa di dettagli più chiari sull’inchiesta, i partiti si muovono in ordine sparso. Alcuni alleati parlano di gesto coraggioso, altri prendono tempo. L’opposizione invoca trasparenza e chiarezza. Ma in molti, anche fuori dai palazzi, si chiedono se la Calabria sia pronta a reggere un altro terremoto politico.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |






