La Rossanese riparte con una nuova organizzazione societaria e con l’iscrizione regolarmente perfezionata al campionato 2026-2027, ma il rinnovamento annunciato dalla società arriva dopo settimane segnate da addii eccellenti che hanno alimentato interrogativi sul clima interno al club.
Nel giro di pochi giorni hanno infatti lasciato due figure di primo piano. Il vicepresidente storico Pino Labonia, dopo circa otto anni di attività dirigenziale, ha comunicato la decisione di lasciare definitivamente la società, definendola una scelta “difficile ma necessaria”. Un commiato accompagnato da ringraziamenti verso dirigenti, tecnici, calciatori e tifosi, ma anche dalla convinzione che il passo indietro fosse, a suo giudizio, nell’interesse della Rossanese.
Ancora più netto il messaggio affidato ai social da Mauro Nucaro. La sua esperienza in rossoblù, di fatto, si è conclusa prima ancora di iniziare. «Abbiamo vedute e modi di agire diversi, distanti, che vanno in contrasto con chi è abituato a gestire in piccolo», ha scritto, lasciando intendere divergenze profonde sul modello organizzativo e gestionale della società.
Due uscite diverse nei toni, ma che sembrano convergere su un elemento comune: la difficoltà di creare un ambiente realmente condiviso e capace di valorizzare competenze ed energie esterne. Un tema che inevitabilmente alimenta il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori, soprattutto perché coinvolge imprenditori e professionisti che avevano scelto di mettere a disposizione esperienza e risorse per il progetto rossoblù.
La sensazione è che, al di là delle inevitabili differenze di vedute che possono emergere all’interno di qualsiasi società sportiva, stia venendo meno quello spirito aggregativo e inclusivo indispensabile per costruire un progetto ambizioso e duraturo. Nel calcio dilettantistico, infatti, la capacità di coinvolgere imprenditori, dirigenti e professionalità rappresenta spesso il vero valore aggiunto per garantire crescita e stabilità.
Nel frattempo il presidente Fabio Abbruzzese guarda avanti. La Rossanese ha annunciato una struttura societaria rinnovata, confermando Giuseppe Sifonetti come direttore generale, il ritorno di Angelo Siciliano nel ruolo di direttore tecnico e la permanenza di Luca Aloisi alla guida della prima squadra. Nei prossimi giorni saranno ufficializzati anche i nuovi acquisti.
La nuova stagione, dunque, prenderà il via con un organigramma diverso rispetto a quello immaginato solo poche settimane fa. Resta però una domanda che accompagna l’ambiente rossoblù: come mai figure che avevano deciso di investire tempo, esperienza e progettualità hanno scelto di fare un passo indietro? Una risposta chiara non è ancora arrivata, ma il tema del coinvolgimento e della capacità di fare squadra anche fuori dal campo rischia di diventare una delle sfide più importanti per il futuro della Rossanese.
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