«Le radici hanno senso soltanto quando diventano futuro»: per Graziella Colamaria il concorso è un ponte tra Rossano, gli emigrati e i giovani. La poesia come strumento per custodire l’identità, tramandare la memoria e avvicinare popoli e generazioni. È il messaggio della prima edizione del Premio letterario internazionale “Achiropita – Protettrice di Rossano”, la cui cerimonia conclusiva si è svolta domenica 30 agosto nella chiesa di San Bernardino, gremita malgrado il clima rovente, nel centro storico di Rossano. Diversi gli interventi, tra i quali il sen. Ernesto Rapani che ha salutato il Premio a nome delle Istituzioni.
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«Volevamo creare qualcosa che andasse oltre un semplice concorso letterario», ha spiegato Colamaria. Il progetto è nato attorno alla figura della Madonna Achiropita, Patrona di Rossano e simbolo nel quale si intrecciano fede, storia, tradizioni e memoria familiare. Per la presidente di SOSTENIAMO, la scelta della poesia assume un valore preciso in un tempo dominato dalla velocità e dalla superficialità. Scrivere versi significa fermarsi, riflettere e affidare alle parole emozioni, ricordi e sentimenti. «Forse siamo davvero controcorrente – ha osservato – ma abbiamo scoperto che c’è ancora tanta gente che sente il bisogno di raccontare e di emozionarsi».
I vincitori della prima edizione La giuria ha assegnato i riconoscimenti previsti nelle quattro categorie del concorso. Per la categoria A ha vinto Marco Alberto Esposito, alunno della quarta classe della scuola primaria di via Nazionale dell’Istituto comprensivo Corigliano Rossano 1. Il premio della categoria B è stato attribuito a Carmine Beraldi, studente del Polo liceale di Rossano. Per la categoria C è stato scelto Claudio Falcone, di Teramo, funzionario della Soprintendenza delle Belle Arti a Roma, esperto di numismatica e autore di numerose pubblicazioni e romanzi. Il riconoscimento della categoria D è andato a Damian Dellaqueva, docente dell’Università di Rosario, in Argentina, e figlio di emigrati calabresi. Le opere premiate si sono distinte per il contenuto e per la capacità di coinvolgere il pubblico, offrendo qualità e valore culturale alla prima edizione della manifestazione. All’evento ha preso parte il senatore Ernesto Rapani che ha sottolineato l’importannza dell’evento e del connubio poesia, chiesa, giovani.

La giuria
A valutare i componimenti è stata una commissione formata da personalità del mondo religioso, scolastico e culturale. Monsignor Franco Milito, sacerdote dal 1972 e vescovo di Oppido Mamertina-Palmi dal 2012, ha affiancato all’attività pastorale un lungo impegno come docente, archivista e studioso della storia della Chiesa e della Calabria. Il professor Gennaro Mercogliano, già docente di italiano e latino e dirigente scolastico, è critico letterario, saggista, storico, poeta e dialettologo. Dirige l’Università popolare rossanese ed è autore del volume antologico “Per te Virgo Maria”, dedicato al culto dell’Achiropita.
La poetessa Anna Lauria, insignita del I Premio dall’Accademia Mondiale della Poesia, artista verbo-visiva e promotrice culturale. Presidente dell’associazione Culturale Aglaia, ha pubblicato numerose sillogi che le hanno valso diversi riconoscimenti. È docente di Dizione e Lettura Espressiva. La professoressa Evelina Tavernise insegna lettere al Polo liceale di Rossano ed è impegnata nel volontariato cittadino. È autrice della poesia “Al mio amato maestro”, pubblicata nell’antologia “Dedicato a… Poesie per non dimenticare”.

Della commissione ha fatto parte anche Graziella Colamaria, laureata in lettere classiche e docente all’Istituto “Ettore Majorana” di Corigliano Rossano. Fondatrice di SOSTENIAMO, ha promosso negli anni progetti culturali, sociali e di rigenerazione ambientale sul territorio. Un ponte con le comunità degli emigrati grazie anche a
Il Passeios de Alta Cultura.
Il Premio guarda alla storia dell’emigrazione rossanese. Più di un secolo fa, molti cittadini lasciarono la Calabria portando con sé la devozione per la Madonna Achiropita, insieme alle proprie tradizioni e alla memoria della terra d’origine. A San Paolo del Brasile quel legame è ancora vivo nella Festa dell’Achiropita, durante la quale fede, cultura, gastronomia e storia dell’emigrazione italiana si incontrano. Nel 2026 ricorre inoltre il centenario della chiesa dedicata all’Achiropita nella città brasiliana. Nello stesso periodo monsignor Maurizio Aloise ha compiuto la prima visita ufficiale di un arcivescovo di Rossano a quella comunità. «È un ponte che attraversa l’oceano», ha affermato Colamaria. La stessa vocazione accompagna il Premio, pensato per mettere in relazione Rossano con il mondo, l’Italia con le comunità all’estero e culture diverse unite da radici comuni.
Memoria e futuro nelle scuole. Tra gli obiettivi delle prossime edizioni c’è un maggiore coinvolgimento delle scuole, degli insegnanti e delle famiglie. L’intenzione è invitare i ragazzi a dialogare con i nonni, recuperare fotografie e testimonianze, conoscere le vicende familiari e approfondire la storia dell’emigrazione rossanese. Quei materiali potranno diventare poesie, racconti e opere artistiche, favorendo un passaggio diretto della memoria tra le generazioni. «Recuperare una tradizione non significa vivere nel passato – ha sottolineato la presidente – ma consegnarla al futuro. E il futuro sono i nostri giovani». Il concorso porta con sé anche un messaggio di pace. In una fase storica segnata da guerre e divisioni, la cultura non può fermare da sola i conflitti, ma può favorire l’ascolto e il riconoscimento reciproco. Le radici, secondo Colamaria, possono essere profonde senza diventare confini.
La risposta ottenuta dalla prima edizione rappresenta ora la base dalla quale far crescere il progetto. «Più di un secolo fa i rossanesi portarono l’Achiropita nel mondo – ha concluso Colamaria –. Oggi vogliamo che sia il mondo a riscoprire Rossano attraverso l’Achiropita». Suggestivi i momenti musicali a cura del Coro polifonico città di Corigliano-Rossano, magistralmente diretto.






