San Giovanni in Fiore, Pino Savoia presenta “Libera Nos a Malo”: il drago dell’Apocalisse prende forma nel parco dell’Abbazia

Una scultura monumentale in bronzo, alta quasi quattro metri e dal forte impatto simbolico, arricchisce da oggi il parco dell’Abbazia di San Giovanni in Fiore. Si intitola “Libera Nos a Malo” la nuova opera firmata da Pino Savoia, artista di Corigliano-Rossano, Ispettore della Polizia di Stato e responsabile dell’Ufficio di Polizia Scientifica del locale Commissariato di Pubblica Sicurezza.

Savoia, già autore della “Macchina Armonica”, dell’“Angelo del Mare” – entrambe sculture installate nel territorio della Sibaritide – e del monumento ai Caduti della città di Crosia, torna così a coniugare arte, spiritualità e identità territoriale attraverso una nuova creazione di grande forza evocativa.

L’opera, realizzata con la tecnica della cera persa, pesa oltre 600 chili e raffigura un drago a sette teste liberamente ispirato al “Drago dell’Apocalisse” rappresentato da Gioacchino da Fiore nel Liber Figurarum. La scultura poggia solo per pochi centimetri su un muretto in granito silano, dando l’impressione di essere sospesa in un movimento improvviso, quasi colta nell’istante di una fuga.

A spiegare il significato dell’opera è lo stesso artista attraverso un lungo messaggio pubblicato sui social. Savoia descrive la creatura come una presenza “viva, inquieta e sfuggente”, sorpresa nel momento in cui cerca rifugio dopo essere stata sconfitta dalla forza salvifica del bene.

Il titolo richiama volutamente le parole finali del Padre Nostro – “Liberaci dal male” – e amplia il concetto di male oltre la tradizionale rappresentazione religiosa. Nell’interpretazione dell’artista, il drago diventa simbolo di tutto ciò che genera sofferenza: ingiustizie, fragilità umane, smarrimento e difficoltà quotidiane che possono allontanare l’uomo dalla fede e dalla speranza.

L’opera si inserisce nel solco del pensiero gioachimita, reinterpretandolo attraverso un linguaggio contemporaneo ma profondamente legato alla spiritualità e alla memoria del territorio florense. Per Savoia, l’arte torna così ad assumere una funzione centrale: rendere visibile e concreta la Grazia, trasformando materia e simbolo in un messaggio universale.

L’installazione nel parco dell’Abbazia contribuisce inoltre a rafforzare il legame tra arte contemporanea, identità culturale e patrimonio spirituale di San Giovanni in Fiore, città profondamente segnata dalla figura e dall’eredità di Gioacchino da Fiore.

Articoli correlati: