Sanità, reparti via da Corigliano: Gallina attacca il sindaco e chiede garanzie

CORIGLIANO ROSSANO – La decisione di trasferire i reparti di ginecologia e ostetricia da Corigliano a Rossano continua a far discutere e alimenta tensioni tra cittadini e istituzioni. A intervenire è Mario Gallina, segretario del Prc di Corigliano, che punta il dito contro l’atteggiamento del primo cittadino.

«Il sindaco avrebbe dovuto convocare un consiglio comunale aperto alla popolazione, ai dirigenti sanitari e alla Regione Calabria per spiegare chiaramente la sua posizione», afferma Gallina, sottolineando come il trasferimento stia generando forte preoccupazione tra i residenti.

Secondo il segretario, la comunità locale si sente privata di servizi sanitari storicamente radicati nel territorio. «Si tratta di reparti che fanno parte del vissuto sociale della città, la loro rimozione crea ansia e senso di abbandono», aggiunge.

Gallina richiama anche le dichiarazioni del sindaco, che si sarebbe espresso favorevolmente allo spostamento verso l’ospedale Giannettasio, evidenziando i rischi legati a eventuali ritardi. «Proprio per questo serviva un confronto pubblico, per chiarire perché questa scelta venga considerata positiva», precisa.

Il nodo centrale resta quello delle garanzie. «Così come oggi si stanno portando via strutture da Corigliano, ci aspettiamo che vengano rispettati gli impegni sul trasferimento di oncologia, pneumologia ed ematologia», dichiara Gallina.

Il riferimento è all’accordo che prevedrebbe un riequilibrio tra i due presidi ospedalieri. Tuttavia, il segretario esprime dubbi sulla reale attuazione: «In undici anni abbiamo visto solo un progressivo svuotamento, senza alcun ritorno concreto».

E incalza: «Non è mai stato spostato nulla da Rossano verso Corigliano. Per questo oggi i cittadini non credono più alle promesse, anche quando sono messe nero su bianco».

Infine, l’appello diretto al primo cittadino: «Il sindaco deve farsi garante di quanto scritto. Altrimenti, se non sarà garante, diventerà automaticamente complice».

Una presa di posizione netta, che riaccende il dibattito sulla gestione della sanità locale e sul futuro dei servizi tra le due aree urbane.

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