Spezzano Albanese ricorda Francesco Fusca a dieci anni dalla scomparsa
Un convegno per ricordare una figura simbolo della scuola e della cultura
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
L’iniziativa, dal titolo “Memoria e Futuro – L’eredità educativa di Francesco Fusca”, si terrà il 30 giugno e rientra nel programma del Festival della Cultura 2026 promosso dal Comune di Spezzano Albanese.
La giornata inizierà alle 18 con la benedizione della tomba, all’ingresso del cimitero Madonna di Costantinopoli. Alle 18.30 l’incontro proseguirà nella Sala Consiliare del Comune con un convegno dedicato alla figura e all’eredità educativa di Fusca.
A introdurre e moderare sarà il giornalista Emanuele Armentano, nipote di Fusca. Sono previsti i saluti del sindaco Ferdinando Nociti, di don Pino Straface, vicario generale dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati, e di Angelica Capparelli Baffi, presidente della Fidapa di Spezzano Albanese.
Interverranno anche Giuseppe Trebisacce, già pro rettore dell’Università della Calabria, e Luigi Troccoli, già ispettore Miur.
Studenti protagonisti e il messaggio alle nuove generazioni
Durante il convegno sarà premiato il concorso “Memoria Generativa – La scuola che costruisce umanità”, che ha coinvolto gli studenti degli Istituti Superiori di Spezzano Albanese e Cassano all’Ionio. I ragazzi si sono confrontati con il pensiero e l’impegno educativo di Francesco Fusca.
Le conclusioni saranno affidate a monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Ionio e vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana.
La serata sarà accompagnata dagli intermezzi musicali dei maestri Giuseppina Conti e Pino Murano, al violino, e dal coro Drita Vox.
«Ricordare Francesco Fusca non è un atto di nostalgia, ma un impegno civile», ha dichiarato il nipote Emanuele Armentano. Fusca, ha aggiunto, ha sempre creduto in una scuola capace di stare accanto agli ultimi, ai più fragili e a chi rischiava di restare indietro.
Un appuntamento pensato non solo per rendere omaggio a una figura importante della scuola e della cultura calabrese, ma anche per trasmettere alle nuove generazioni il valore dell’educazione, dell’inclusione e dell’impegno civile.






