SS106, Basta Vittime: «Condanne importanti, lo Stato non arretra»

L’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” accoglie con profonda soddisfazione le prime condanne arrivate nell’ambito dell’inchiesta sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nei cantieri del terzo Megalotto della nuova Strada Statale 106 Jonica.

Per il sodalizio si tratta di un passaggio importante. Non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello civile. L’accertamento delle responsabilità e la ricostruzione di un presunto sistema estorsivo legato al cosiddetto “pizzo”, quantificato nel tre per cento del valore dei subappalti, rappresentano un segnale forte per la Calabria, per i cittadini e per gli imprenditori che scelgono di lavorare rispettando la legge.

«Esprimo il mio più sincero apprezzamento alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura», dichiara il presidente dell’Organizzazione, Leonardo Caligiuri. «Hanno svolto un lavoro rigoroso, silenzioso e determinato. Questa vicenda dimostra che in Calabria è possibile realizzare infrastrutture nella piena legalità».

Caligiuri sottolinea anche il valore della presenza dello Stato in un settore delicato come quello delle grandi opere pubbliche.

«Esiste una Magistratura con la “M” maiuscola, capace di tutelare gli imprenditori onesti, difendere il tessuto economico sano del territorio e affermare con forza che lo Stato è presente e non arretra davanti ad alcuna intimidazione».

Il presidente dell’Organizzazione lancia poi un messaggio agli operatori economici che investono in Calabria.

«A tutti coloro che ogni giorno lavorano, investono e credono in questa terra deve arrivare un messaggio chiaro: la legalità non è soltanto un valore morale, ma la condizione indispensabile per garantire sviluppo, occupazione e sicurezza ai cittadini».

Sulla vicenda interviene anche il direttore operativo dell’Organizzazione, l’ingegnere Fabio Pugliese, che esprime amarezza per il tentativo della criminalità organizzata di mettere le mani su un’opera nata per migliorare la sicurezza stradale.

«Provo un profondo rammarico nell’apprendere che la criminalità organizzata abbia ritenuto di poter lucrare perfino sulla realizzazione di un’infrastruttura destinata a salvare vite umane», afferma Pugliese. «La nuova Statale 106 non appartiene a una parte politica, a un’impresa o a un’istituzione: appartiene a tutti i calabresi».

Per Pugliese, colpire economicamente un’opera di questo tipo significa tradire il senso stesso di una strada attesa da anni da comunità segnate da incidenti, lutti e dolore.

«È moralmente inaccettabile pensare di trarre profitto da un’infrastruttura concepita per proteggere la vita delle persone», aggiunge.

“Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ribadisce infine piena fiducia nelle istituzioni, nelle Forze dell’Ordine e nella Magistratura. L’auspicio è che la modernizzazione della Calabria possa andare avanti nel rispetto delle regole, della trasparenza e dell’interesse pubblico.

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