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	<title>crotone Archivi - Informazione e Comunicazione</title>
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	<description>News, Editoria e Servizi</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Jul 2026 04:48:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>L&#8217;intervento. Crotone e Sibari, Critelli e Mazza: «Uniti o irrilevanti»</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/lintervento-crotone-e-sibari-critelli-e-mazza-uniti-o-irrilevanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 04:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[aeroporti di crotone e reggio calabria]]></category>
		<category><![CDATA[crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/07/critelli-mazza-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>L&#8217;intervento di Domenico Mazza e Domenico Critelli &#8211; L&#8217;iniziativa del presidente del Consiglio comunale di Crotone, che ha proposto la nascita di un &#8220;Patto per lo Jonio&#8220;, merita un plauso per il tempismo politico e per l&#8217;impostazione di fondo. Crotone, finalmente, sembra guardare oltre i propri confini amministrativi. Riconoscere che il futuro delle sue infrastrutture strategiche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/07/critelli-mazza-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p class="s4"><span class="s14"><span style="background-color: #d5d5d5;">L&#8217;intervento di Domenico Mazza e Domenico Critelli &#8211; </span><em>L&#8217;iniziativa del presidente del Consiglio comunale di Crotone, che ha proposto la nascita di un &#8220;</em></span><em><span class="s15">Patto per lo Jonio</span><span class="s14">&#8220;, merita un plauso per il tempismo politico e per l&#8217;impostazione di fondo. Crotone, finalmente, sembra guardare oltre i propri confini amministrativi. Riconoscere che il futuro delle sue infrastrutture strategiche – a partire dall&#8217;aeroporto – dipende dall&#8217;integrazione con la Sibaritide e con l&#8217;Alto Jonio rappresenta una svolta culturale che non può che essere accolta favorevolmente.</span></em></p>
<p class="s16"><em><span class="s14">Il rischio, però, è che questa proposta d&#8217;intesa finisca per trasformarsi nell&#8217;ennesimo manifesto di buone intenzioni privo di effetti concreti. Chi da anni porta avanti le battaglie civiche lungo l&#8217;Arco Jonico conosce bene questo copione. Senza una strategia condivisa e senza impegni vincolanti, anche le migliori idee rischiano di ridursi a propaganda.</span></em></p>
<p class="s16"><em><span class="s14">La questione è innanzitutto geopolitica e demografica. Continuare a considerare Crotonese e Sibaritide come realtà separate significa ignorare la realtà. Nessuno dei due territori possiede, da solo, la massa critica necessaria per incidere realmente nei processi decisionali regionali e nazionali. Se la costa jonica vuole smettere di essere la periferia degli investimenti pubblici, deve imparare a ragionare come un unico sistema territoriale.</span></em></p>
<p class="s16"><em><span class="s14">Il Patto avrà senso solo se saprà dare una sola voce politica a un macro-territorio capace di mettere insieme porti, aeroporto, aree industriali, distretti agricoli, turismo e logistica. </span><span class="s14">Non è una questione di chi guida e chi segue. Grandi e piccoli Comuni dell&#8217;ambito condividono le medesime problematiche. È questa la sinergia che va costruita, non una gerarchia da spartire. </span><span class="s14">Crotonese e Sibaritide si declinano al plurale. Ma devono essere lette come una cosa sola. </span><span class="s15">Il paradosso ferroviario, la Bretella di Thurio e il miraggio dell&#8217;AV</span></em></p>
<p class="s16"><em><span class="s14">Nella proposta emerge giustamente la volontà di rilanciare la ferrovia jonica, tornata, sia pur temporaneamente, operativa. Manca però un passaggio decisivo. </span><span class="s14">Occorre evitare di alimentare aspettative improprie parlando genericamente di collegamento con l&#8217;Alta Velocità. Oggi in Calabria non esiste ancora una vera linea AV. Quella tirrenica è una linea a &#8220;velocità alta&#8221;. La vera Alta Velocità resta un obiettivo futuro, probabilmente non prima del 2033-2034 e, verosimilmente, limitata fino a Praia.</span></em></p>
<p class="s16"><em><span class="s14">Da tre anni si discute, con toni spesso fuorvianti, di un&#8217;ipotesi di deviazione a zig zag. L&#8217;idea sarebbe quella di un rientro del tracciato da Praia verso Tarsia, con innesto nuovamente sulla dorsale tirrenica nei pressi di Cosenza. Un capitolo che rischia di ridursi a distrazione di massa. Il ragionamento sul nodo di Tarsia va invece tenuto vivo, nella sua versione originaria. Bisogna portare l&#8217;Alta Velocità dal Lagonegrese verso la valle del Crati, attraverso il Pollino. Naturalmente a una quota più bassa rispetto all&#8217;autostrada, per dare linearità al tracciato e risparmiare chilometri di galleria. </span></em></p>
<p class="s16"><em><span class="s14">Solo nell&#8217;area di Tarsia, e non altrove, potrà avvenire l&#8217;interconnessione jonica alla futuribile AV. È una questione geografica, non un orpello. </span><span class="s14">Ma, per le tempistiche appena descritte, è un ragionamento che realisticamente non vedrà la luce prima del 2040. Perderci oltre misura, oggi, non ha senso. L&#8217;obiettivo immediato deve essere ottimizzare i percorsi ferrati già esistenti.</span></em></p>
<p class="s16"><em><span class="s14">Proprio per questo bisogna rendere più efficiente la rete attualmente disponibile. Non è accettabile che un cittadino di Crotone diretto verso il Nord debba continuare a viaggiare prima verso sud, a Lamezia, e solo successivamente risalire la penisola. Un&#8217;assurdità logistica che penalizza tempi di percorrenza e competitività.</span></em></p>
<p class="s16"><em><span class="s14">Per superare questo limite, il Patto dovrebbe rilanciare con decisione il progetto della </span><span class="s15">Bretella di Thurio</span><span class="s14">. La </span><span class="s15">Lunetta</span><span class="s14"> prevista a ridosso della stazione di Sibari, estremamente curvilinea, rischia di far rallentare notevolmente i treni. Il tempo guadagnato con la scorciatoia si perde nel rallentamento necessario ad affrontarla. La bretella, pur più costosa, corre sempre in pianura e consente al treno di mantenere la stessa velocità della dorsale e della linea valliva. Questa opzione permette di recuperare quasi mezz&#8217;ora sul tragitto verso Roma.</span></em></p>
<p class="s16"><em><span class="s14">Ma predisporre una ferrovia efficiente non basta. Per ottenere nuovi collegamenti servono anche fruitori. Quando la linea jonica verrà completamente elettrificata, sarà necessario dimostrare l&#8217;esistenza di un bacino d&#8217;utenza capace di sostenere servizi più frequenti e competitivi. </span></em></p>
<p class="s16"><em><span class="s14">Non si tratta soltanto di numeri. Quel tracciato è da sempre lì, ma nessuno l&#8217;ha mai pensato come cerniera tra tre ambiti demograficamente tra i più forti della Calabria. È questo a dare a qualunque treno la capacità di riempimento, non il semplice conteggio degli abitanti. E quel bacino, se si supera la logica dei campanili, esiste già: il Marchesato, la Sibaritide e la Valle del Crati insieme rappresentano quasi 800 mila abitanti. Una massa demografica oggi esclusa dalla connessione alle grandi reti ferroviarie nazionali.</span></em></p>
<p class="s16"><em><span class="s14">Un ritardo che non è più solo infrastrutturale. È politico. </span><span class="s15">La grande assente: la Statale 106 </span><span class="s14">Se la ferrovia è fondamentale, la vera assenza del dibattito resta ancora una volta la Strada Statale 106. La mobilità delle merci, dell&#8217;agroalimentare, della logistica e del turismo continuerà inevitabilmente a dipendere dalla viabilità stradale.</span></em></p>
<p class="s16"><em><span class="s14">Mentre sono in dirittura d&#8217;arrivo gli interventi sui tronchi tra Catanzaro e Crotone e tra Sibari e Corigliano-Rossano, rimane scoperto proprio l&#8217;anello decisivo: quello tra Crotone e Corigliano-Rossano. È qui che si gioca il futuro della costa jonica.</span></em></p>
<p class="s16"><em><span class="s14">Di quella cifra, oltre cinque miliardi di euro necessari ad ammodernare la statale, oggi non esiste ancora nulla. C&#8217;è solo una bozza di progetto, in attesa del definitivo. Ma i cinque miliardi non sono, in questo momento, il problema principale. Sono un problema successivo. Nessun governo si impegnerà a finanziare un&#8217;opera di quel costo se manca, a monte, la volontà condivisa di volerla.</span></em></p>
<p class="s16"><em><span class="s14">Gli altri due tratti non sono avanzati per meriti del PNRR. Sono arrivati a definizione perché i comuni coinvolti hanno battuto i pugni sul tavolo. Con delibere di indirizzo hanno chiesto, e preteso, un percorso a quattro corsie che attraversasse i loro territori. È mancato esattamente questo, finora, nel tratto tra Crotone e Corigliano-Rossano. Ogni comune si è limitato, nella migliore delle ipotesi, a un comunicato stampa. Non c&#8217;è stata alcuna presa di posizione realmente istituzionale. Prima di sindacare se cinque miliardi siano pochi o troppi, servono delibere di indirizzo da parte di tutti i comuni coinvolti. Senza una linea di intenti comune, parlare di finanziamenti è prematuro.</span></em></p>
<p class="s16"><em><span class="s14">D&#8217;altronde, non si può parlare di sviluppo quando tra il Crotonese e Corigliano-Rossano si continua a viaggiare con tempi incompatibili con qualsiasi economia moderna. </span><span class="s14">Senza strade, i porti restano moli. Senza strade, l&#8217;aeroporto resta un capolinea isolato. </span><span class="s15">Non bastano i tavoli. Serve una voce sola </span><span class="s14">Il </span><span class="s15">Patto per lo Jonio</span><span class="s14"> arriva forse tardi, dopo decenni di frammentazione istituzionale e di localismi. Proprio per questo però può rappresentare un punto di svolta.</span></em></p>
<p class="s16"><em><span class="s14">La Conferenza permanente dei Sindaci e dei presidenti delle Assise Civiche non dovrà trasformarsi nell&#8217;ennesimo luogo dove si firmano protocolli destinati a rimanere nei cassetti. Dovrà essere un organismo stabile di pressione politica. Un interlocutore capace di presentarsi unito davanti alla Regione e al Governo con un&#8217;unica piattaforma di richieste. </span><span class="s14">La frammentazione, fino a questo momento, è stata alla base. Ha caratterizzato l&#8217;operatività degli Enti di primo livello. Enti che hanno parlato lingue diverse tra loro. </span></em></p>
<p class="s16"><em><span class="s14">La sinergia deve nascere tra Enti simili e omogenei: Comuni con Comuni. Solo così può diventare volano per la gerarchia istituzionale che segue: Provincia, Regione, Stato. Se l&#8217;anello si spezza alla base, la gerarchia salta. Nessuno, più a monte, avrà interesse a farsi carico di un&#8217;unione di intenti che, alla base, semplicemente non esiste. E se i Comuni non fanno massa critica, le Province e la Regione continueranno a trattare quel quadrante geografico come terra di confino. </span></em></p>
<p class="s16"><em><span class="s14">Perché dovrebbero interessarsi a una porzione di territorio che, per prima, non sa interessarsi a se stessa? E se Provincia e Regione non rappresentano il problema al Governo centrale, quest&#8217;ultimo non avrà mai motivo di sapere dove si trovi l&#8217;Arco Jonico.</span></em></p>
<p class="s16"><em><span class="s14">Alta Velocità, aeroporto e porti sono obiettivi imprescindibili. Senza la Bretella di Thurio e senza il completamento della Statale 106, tuttavia, il Patto rischia di rimanere soltanto una dichiarazione d&#8217;intenti. </span><span class="s14">Lo Jonio non deve chiedere assistenza. Deve chiedere infrastrutture. </span><span class="s14">Il resto è reclame.</span></em></p>
<p class="s16"><em><span class="s14"> </span></em></p>
<p class="s16">
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		<item>
		<title>Tridico a Crotone con Santoro e De Raho: sabato 18 luglio il confronto su “Potere, verità ed economia”</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/tridico-a-crotone-con-santoro-e-de-raho-sabato-18-luglio-il-confronto-su-potere-verita-ed-economia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 09:15:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crotone]]></category>
		<category><![CDATA[tridico]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2025/09/tridico-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>Sabato 18 luglio, alle 19, in piazza Marinai d’Italia a Crotone, l’europarlamentare Pasquale Tridico (M5S) riunisce sul palco il giornalista Michele Santoro e l’ex procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho per un evento sul tema “Potere, verità ed economia. Chi decide il futuro del Sud nell’Europa di oggi”. A moderare l’incontro sarà la giornalista [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2025/09/tridico-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>Sabato 18 luglio, alle 19, in piazza Marinai d’Italia a Crotone, l’europarlamentare Pasquale Tridico (M5S) riunisce sul palco il giornalista Michele Santoro e l’ex procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho per un evento sul tema “Potere, verità ed economia. Chi decide il futuro del Sud nell’Europa di oggi”. A moderare l’incontro sarà la giornalista Antonella Grippò.<br />
«Ho scelto Crotone perché è la Calabria vista al microscopio», spiega Tridico. «Qui c’erano la chimica e il lavoro, poi è arrivata la desertificazione industriale e nessuno se n’è mai assunto le responsabilità. È la città giusta per chiedersi chi decide davvero sul Mezzogiorno, e per farlo servono voci che quel potere e quella verità li hanno attraversati: Santoro raccontandoli per quarant’anni, De Raho cercandoli nelle procure».<br />
L’incontro nasce come un ponte dichiarato tra la piazza calabrese e Bruxelles.<br />
«Il titolo pone una domanda precisa», prosegue l’eurodeputato. «Il potere che pesa sulla vita dei calabresi passa dal Consiglio europeo, cioè dalle capitali, prima ancora che dalle istituzioni comunitarie. Da lì tornano le decisioni su coesione, bilancio e sviluppo. Il mio compito è tenere aperto quel ponte e portare la Calabria dentro le stanze dove quelle scelte si prendono».<br />
Da qui l’aggancio ai dossier europei che Tridico segue in prima persona. «Dall’euro digitale, di cui sono l’unico relatore italiano, fino alla partita sul bilancio dell’Unione 2028-2034 che rischia di comprimere i fondi di coesione: si tratta di materie tecniche che diventano diritti concreti per chi vive nelle aree interne, dai pensionati ai piccoli commercianti. La Calabria oggi è l’ultima delle 240 regioni europee, una condizione che nasce da decisioni politiche precise e che proprio per questo si può rovesciare».<br />
Il terzo asse della serata lega economia e legalità. «L’economia viene spesso raccontata come una fatalità, per far accettare l’inaccettabile», aggiunge Tridico. «De Raho ci ricorda che dove lo sviluppo manca avanza l’economia criminale, e che crescita e legalità sono la stessa battaglia. L’antimafia va tenuta dentro la politica economica, non accanto».<br />
«Da Crotone chiediamo che i fondi europei di coesione restino ancorati ai territori che ne hanno più bisogno, e che l’Italia difenda questa linea nel negoziato sul prossimo bilancio dell’Unione», conclude l’eurodeputato. «La serata di sabato serve a riportare questa discussione dove deve stare: davanti ai cittadini». L’ingresso è libero. Appuntamento sabato 18 luglio, alle 19, in piazza Marinai d’Italia a Crotone.</p>
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		<item>
		<title>Crotone, bancarotta fraudolenta nel settore del calcestruzzo: due imprenditori ai domiciliari</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/crotone-bancarotta-fraudolenta-nel-settore-del-calcestruzzo-due-imprenditori-ai-domiciliari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 07:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bancarotta fraudolenta]]></category>
		<category><![CDATA[crotone]]></category>
		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Procura di Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[reati fallimentari]]></category>
		<category><![CDATA[roccabernarda]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-08-at-09.27.38-150x150.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>CROTONE – La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Crotone ha eseguito una misura cautelare nei confronti di due imprenditori del crotonese, gravemente indiziati di bancarotta fraudolenta in relazione al dissesto di una società attiva nella produzione di calcestruzzo. L&#8217;operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone guidata dal dott. Domenico Guarascio, ha portato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-08-at-09.27.38-150x150.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>CROTONE – La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Crotone ha eseguito una misura cautelare nei confronti di due imprenditori del crotonese, gravemente indiziati di bancarotta fraudolenta in relazione al dissesto di una società attiva nella produzione di calcestruzzo. L&#8217;operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone guidata dal dott. Domenico Guarascio, ha portato all&#8217;applicazione degli arresti domiciliari per gli indagati e al sequestro preventivo di beni e quote societarie per un valore complessivo di circa 400 mila euro.</p>
<p>Il meccanismo illecito: evasione e distrazione di asset<br />
Secondo le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, la società è stata portata al fallimento attraverso un disegno criminoso articolato e sistematico attuato tra il 2012 e il 2024:</p>
<p>Evasione sistematica: La società ha accumulato debiti erariali e previdenziali per oltre 650 mila euro, utilizzando tale mancato versamento come forma di &#8220;autofinanziamento&#8221; illecito.</p>
<p>Svuotamento patrimoniale: Gli indagati hanno progressivamente depauperato l&#8217;azienda, trasferendo beni mobili e asset aziendali a due nuove società costituite ad hoc a Roccabernarda (KR), operanti nello stesso settore. Tali cessioni sono avvenute a condizioni inique o senza alcun corrispettivo.</p>
<p>Distrazione di liquidità: I conti correnti della fallita sono stati svuotati attraverso prelevamenti e bonifici privi di giustificazione economica, finalizzati esclusivamente al soddisfacimento di interessi personali degli imprenditori.</p>
<p>Il sequestro dei &#8220;veicoli strumentali&#8221;<br />
Il provvedimento cautelare reale ha riguardato le quote di tre società coinvolte e i compendi aziendali delle due nuove realtà imprenditoriali. Secondo gli inquirenti, queste ultime fungevano da &#8220;veicoli strumentali&#8221; utilizzati per reiterare l&#8217;attività illecita a danno dell&#8217;erario e dei creditori, determinando un passivo fallimentare complessivo di circa 1 milione di euro.</p>
<p>L&#8217;obiettivo dell&#8217;operazione<br />
L&#8217;attività investigativa, ancora nella fase delle indagini preliminari, sottolinea il costante impegno della Procura e della Guardia di Finanza nel contrasto ai reati fallimentari. L&#8217;operazione mira a tutelare il mercato e gli imprenditori onesti, gravemente danneggiati dalla concorrenza sleale operata da chi sceglie di agire nell&#8217;illegalità.</p>
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		<item>
		<title>Bancarotta fraudolenta documentale, condanna annullata a imprenditore di Crotone</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/bancarotta-fraudolenta-documentale-condanna-annullata-a-imprenditore-di-crotone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossella M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 07:32:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[avv francesco nicoletti]]></category>
		<category><![CDATA[bancarotta fraudolenta]]></category>
		<category><![CDATA[crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/06/Avv-Francesco-Nicoletti-e1782026848250-150x150.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>L’imprenditore di Crotone, difeso di fiducia dall’Avv. Francesco Nicoletti, era stato condannato dal Tribunale di Crotone – Sezione Penale in composizione collegiale &#8211; per il reato di bancarotta fraudolenta impropria, alla pena di anni 2 di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali con applicazione delle pene accessorie dell’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e dell’incapacità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/bancarotta-fraudolenta-documentale-condanna-annullata-a-imprenditore-di-crotone/">Bancarotta fraudolenta documentale, condanna annullata a imprenditore di Crotone</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/06/Avv-Francesco-Nicoletti-e1782026848250-150x150.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>L’imprenditore di Crotone, difeso di fiducia dall’Avv. Francesco Nicoletti, era stato condannato dal Tribunale di Crotone – Sezione Penale in composizione collegiale &#8211; per il reato di bancarotta fraudolenta impropria, alla pena di anni 2 di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali con applicazione delle pene accessorie dell’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e dell’incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata pari a quella della pena detentiva inflitta. Nello specifico, gli si contestava, in qualità di socio, amministratore unico e legale rappresentante di una società avente sede legale a Crotone, dichiarata fallita con sentenza emessa dal Tribunale di Crotone, di aver sottratto o comunque di non aver consegnato alla curatela i libri e le scritture contabili o, comunque, di non aver rispettato gli obblighi connessi alla loro tenuta e conservazione in modo tale da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio.</p>
<p>Tale statuizione veniva impugnata dalla difesa dell’imputato e, all’esito del gravame, la Corte di Appello di Catanzaro confermava la sentenza emessa dal Tribunale di Crotone con l’ulteriore condanna alle spese processuali. Anche tale statuizione veniva impugnata e, all’esito del terzo grado di giudizio, la Sezione 5 della Suprema Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso proposto dall’Avv. Francesco Nicoletti, annullava la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di Appello di Catanzaro. Veniva, pertanto, celebrato il nuovo grado di giudizio all’esito del quale la medesima Corte Territoriale, decidendo in sede di rinvio della Suprema Corte, in riforma della sentenza emessa dal Tribunale di Crotone, ha annullato la condanna alla pena di anni 2 di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali con applicazione allo stesso delle pene accessorie dell’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e dell’incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata pari a quella della pena detentiva (Comunicato stampa).</p>
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		<title>Editoriale &#124; Sulla Statale 106 tra Corigliano Rossano e Crotone lo Stato ha una responsabilità morale. E non può più far finta di niente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 09:58:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[corigliano rossano]]></category>
		<category><![CDATA[crotone]]></category>
		<category><![CDATA[matteo lauria]]></category>
		<category><![CDATA[statale 106]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/06/matteo-lauria-1-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>L&#8217;Editoriale di Matteo Lauria &#8211; C&#8217;è una responsabilità che nessuna sentenza potrà mai certificare, ma che pesa come un macigno sulla coscienza delle istituzioni. È la responsabilità morale dello Stato nei confronti delle vittime della Strada Statale 106, in particolare del tratto compreso tra Corigliano Rossano e Crotone, per quanto mi ruguarda catalogato tra i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/editoriale-sulla-statale-106-tra-corigliano-rossano-e-crotone-lo-stato-ha-una-responsabilita-morale-e-non-puo-piu-far-finta-di-niente/">Editoriale | Sulla Statale 106 tra Corigliano Rossano e Crotone lo Stato ha una responsabilità morale. E non può più far finta di niente</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/06/matteo-lauria-1-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p><span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', Arial, 'Noto Sans', sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji'; font-size: 16px;"><strong>L&#8217;Editoriale di Matteo Lauria</strong> &#8211; <em>C&#8217;è una responsabilità che nessuna sentenza potrà mai certificare, ma che pesa come un macigno sulla coscienza delle istituzioni. È la responsabilità morale dello Stato nei confronti delle vittime della Strada Statale 106, in particolare del tratto compreso tra </em></span><em><strong style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', Arial, 'Noto Sans', sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji'; font-size: 16px;">Corigliano Rossano e Crotone</strong><span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', Arial, 'Noto Sans', sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji'; font-size: 16px;">, per quanto mi ruguarda catalogato tra i più pericolosi dell&#8217;intera arteria jonica.</span></em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>Da decenni si continua a morire su questa strada. Da decenni si annunciano interventi, si promettono cantieri, si organizzano incontri e tavoli istituzionali. Eppure, la realtà è sempre la stessa: una strada inadeguata, senza valide alternative, con carreggiate strette, incroci a raso, accessi incontrollati e livelli di sicurezza che non sono più accettabili nel 2026.</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>La domanda che oggi la Calabria ha il diritto di porre è semplice: <strong>chi decide le priorità? </strong></em><em>Perché vengono finanziati il tratto <strong>Roseto Capo Spulico-Sibari</strong>, il tratto <strong>Sibari-Corigliano Rossano</strong> e gli interventi tra <strong>Crotone e Catanzaro</strong>, mentre resta senza copertura finanziaria proprio il segmento <strong>Corigliano Rossano-Crotone</strong>, quello che continua a registrare tra i più alti numeri di incidenti e di vittime?</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>La progettazione esiste. Non manca la capacità tecnica di intervenire. Manca la volontà politica di trovare le risorse. </em><em>Ed è qui che nasce la responsabilità morale dello Stato. </em><em>Perché quando si conosce un problema, quando si conoscono i rischi, quando si sa dove si continua a morire e si decide comunque di rinviare gli investimenti, quella non è più soltanto una scelta amministrativa. È una scelta politica. E ogni scelta politica comporta delle responsabilità.</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>ANAS, il Ministero delle Infrastrutture e l&#8217;intera classe politica nazionale e regionale dovrebbero spiegare pubblicamente quali criteri abbiano guidato l&#8217;ordine delle priorità. </em><em>Sono stati privilegiati criteri oggettivi di sicurezza? </em><em>Sono stati utilizzati dati sull&#8217;incidentalità?</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>Oppure hanno prevalso, ancora una volta, logiche di convenienza politica, equilibri territoriali, interessi diversi dalla tutela della vita umana? </em><em>Sono domande legittime. E attendono da troppo tempo una risposta. </em><em>Perché, se davvero la priorità fosse stata la sicurezza, oggi il tratto più pericoloso della Statale 106 sarebbe anche il primo ad essere finanziato.</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>Invece accade esattamente il contrario. </em><em>Ed è impossibile non vedere, dietro questa scelta, l&#8217;ennesima conseguenza di una visione profondamente centralista dello sviluppo infrastrutturale italiano, nella quale esistono territori che meritano investimenti immediati e territori che possono continuare ad aspettare.</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>La fascia ionica tra Corigliano Rossano e Crotone appartiene, da sempre, a questa seconda categoria. </em><em>Non è una situazione nata oggi. </em><em>È una condizione che si trascina da decenni e della quale sono responsabili, senza distinzioni di colore politico, tutti i governi che si sono succeduti, tutte le maggioranze parlamentari, gran parte della rappresentanza calabrese e chiunque abbia avuto il potere di modificare questa situazione senza farlo.</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>Nel frattempo, le famiglie continuano a piangere i propri figli. </em><em>Ogni nuova croce lungo la Statale 106 rappresenta il fallimento di uno Stato che conosce il problema ma continua a rinviare la soluzione. </em><em>Le responsabilità penali le accertano i magistrati. </em><em>Quelle tecniche appartengono a chi progetta e programma le opere. </em><em>Ma la responsabilità morale è della politica.</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>Ed è una responsabilità che nessuno può più scaricare sul destino, sulla fatalità o sull&#8217;errore umano. </em><em>Perché quando una strada continua a uccidere e lo Stato decide di non intervenire dove sarebbe più urgente farlo, il silenzio istituzionale diventa parte del problema. </em><em>E questa, ormai, è una verità che la Calabria non può più accettare.</em></p>
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