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	<title>truffa Archivi - Informazione e Comunicazione</title>
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	<description>News, Editoria e Servizi</description>
	<lastBuildDate>Fri, 12 Jun 2026 11:10:39 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Crotone. Streaming illegali scoperte tre centrali: oltre 2.700 clienti identificati in 43 province italiane &#124;VIDEO</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/crotone-streaming-illegali-scoperte-tre-centrali-oltre-2-700-clienti-identificati-in-43-province-italiane-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 11:10:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[criptovalute]]></category>
		<category><![CDATA[crotone]]></category>
		<category><![CDATA[pezzotto]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/06/Sequenza-08.00_01_44_19.Immagine402-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>La Guardia di Finanza di Crotone ha scoperto tre centrali illegali per la distribuzione del cosiddetto &#8220;pezzotto&#8221;, il sistema che consente di vedere illegalmente contenuti a pagamento come Sky, Dazn, Netflix, Disney+ e altre piattaforme. L&#8217;indagine ha portato all&#8217;identificazione di quattro persone, accusate di aver gestito il sistema dalla città di Crotone. Attraverso gli abbonamenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/06/Sequenza-08.00_01_44_19.Immagine402-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p class="isSelectedEnd">La Guardia di Finanza di Crotone ha scoperto tre centrali illegali per la distribuzione del cosiddetto &#8220;pezzotto&#8221;, il sistema che consente di vedere illegalmente contenuti a pagamento come Sky, Dazn, Netflix, Disney+ e altre piattaforme.</p>
<p class="isSelectedEnd">L&#8217;indagine ha portato all&#8217;identificazione di quattro persone, accusate di aver gestito il sistema dalla città di Crotone. Attraverso gli abbonamenti pirata sarebbero stati serviti almeno <strong>2.769 clienti</strong> residenti in 43 province italiane.</p>
<p class="isSelectedEnd">Secondo gli investigatori, il giro d&#8217;affari avrebbe prodotto guadagni per circa <strong>650mila euro</strong>, successivamente reinvestiti in attività lecite e in criptovalute per nasconderne la provenienza.</p>
<p class="isSelectedEnd">Gli abbonamenti illegali costavano tra i 10 e i 40 euro e comprendevano persino un servizio di assistenza per gli utenti in caso di problemi di visione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Al termine delle indagini, la Guardia di Finanza ha denunciato quattro persone per violazione del diritto d&#8217;autore e autoriciclaggio, sequestrando beni per un valore complessivo di circa 650mila euro.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nei prossimi giorni saranno inoltre notificate sanzioni amministrative ai 2.769 utenti che utilizzavano il servizio illegale. Le multe previste vanno da 154 euro fino a 5mila euro nei casi più gravi.</p>
<p>L&#8217;inchiesta è attualmente nella fase delle indagini preliminari.</p>
<p><iframe title="Crotone. Streaming illegali scoperte tre centrali: oltre 2.700 clienti identificati in 43 province" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/nrLYKRu3KLg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cronaca. Bancarotta nel settore carni:  debiti erariali per oltre 730 mila euro, arrestati tre imprenditori</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/cronaca-bancarotta-nel-settore-carni-debiti-erariali-per-oltre-730-mila-euro-arrestati-tre-imprenditori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 10:05:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[arrestati imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[Bancarotta nel settore carni]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[crotone]]></category>
		<category><![CDATA[debiti erario]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2015/09/guardia-di-finanza-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="finanza" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2015/09/guardia-di-finanza-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2015/09/guardia-di-finanza-160x160.jpg 160w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2015/09/guardia-di-finanza-320x320.jpg 320w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>CROTONE – Tre imprenditori sono stati raggiunti da misure cautelari nell’ambito di un’indagine sulla bancarotta di alcune aziende operanti nel commercio all’ingrosso di carni. Due sono stati condotti in carcere, mentre per un terzo sono stati disposti gli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato eseguito nella mattinata odierna dai finanzieri del Comando Provinciale di Crotone [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2015/09/guardia-di-finanza-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="finanza" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2015/09/guardia-di-finanza-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2015/09/guardia-di-finanza-160x160.jpg 160w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2015/09/guardia-di-finanza-320x320.jpg 320w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p data-start="155" data-end="431">CROTONE – Tre imprenditori sono stati raggiunti da misure cautelari nell’ambito di un’indagine sulla bancarotta di alcune aziende operanti nel commercio all’ingrosso di carni. Due sono stati condotti in carcere, mentre per un terzo sono stati disposti gli arresti domiciliari.</p>
<p data-start="433" data-end="637">Il provvedimento è stato eseguito nella mattinata odierna dai finanzieri del Comando Provinciale di Crotone su disposizione del Gip del Tribunale, su richiesta della Procura guidata da Domenico Guarascio.</p>
<p data-start="639" data-end="879">Secondo quanto emerso dalle indagini, i tre avrebbero portato al dissesto tre società attraverso il depauperamento delle risorse e la distrazione dei beni aziendali, accumulando tra il 2016 e il 2024 debiti erariali per oltre 730 mila euro.</p>
<p data-start="881" data-end="1071">Contestualmente, sono state sequestrate sei società di comodo con sede a Rocca di Neto, ritenute strumenti utilizzati per proseguire le attività illecite a danno dell’erario e dei creditori.</p>
<p data-start="1073" data-end="1346">Le indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno ricostruito un sistema basato sulla gestione unitaria delle aziende fallite, caratterizzato da evasione fiscale, mancato versamento di contributi e sottrazione sistematica di risorse, destinate a fini personali.</p>
<p data-start="1348" data-end="1526">Secondo gli inquirenti, gli indagati si sarebbero inoltre avvalsi di prestanome per schermare le proprie responsabilità e ostacolare le azioni di recupero da parte dei creditori.</p>
<p data-start="1528" data-end="1676">Il meccanismo avrebbe portato al fallimento progressivo delle società coinvolte, lasciando dietro di sé strutture prive di beni e gravate da debiti.</p>
<p data-start="1678" data-end="1949">L’inchiesta si trova nella fase delle indagini preliminari e le accuse dovranno essere verificate nel corso del processo. L’operazione conferma l’impegno della Guardia di Finanza e della Procura nel contrasto ai reati fallimentari e nella tutela della concorrenza legale</p>
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		<item>
		<title>False email a nome del vescovo Savino: l’allarme della diocesi di Cassano allo Ionio</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/false-email-a-nome-del-vescovo-savino-lallarme-della-diocesi-di-cassano-allo-ionio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 09:51:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Arcidiocesi Cassano]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[mail false]]></category>
		<category><![CDATA[monsignor francesco savino]]></category>
		<category><![CDATA[truffa]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2019/06/monsignor20Savino-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2019/06/monsignor20Savino-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2019/06/monsignor20Savino-160x160.jpg 160w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2019/06/monsignor20Savino-320x320.jpg 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2019/06/monsignor20Savino-45x45.jpg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>Email fraudolente a nome del vescovo della diocesi di Cassano allo Ionio e vicepresidente della Cei, monsignor Francesco Savino, stanno circolando in queste ore con richieste di denaro destinate a presunte necessità di alcune comunità religiose. A lanciare l’allarme è la stessa diocesi cassanese attraverso una nota ufficiale firmata dal vicario generale, don Annunziato Laitano. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2019/06/monsignor20Savino-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2019/06/monsignor20Savino-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2019/06/monsignor20Savino-160x160.jpg 160w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2019/06/monsignor20Savino-320x320.jpg 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2019/06/monsignor20Savino-45x45.jpg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p data-start="158" data-end="403">Email fraudolente a nome del vescovo della diocesi di Cassano allo Ionio e vicepresidente della Cei, monsignor Francesco Savino, stanno circolando in queste ore con richieste di denaro destinate a presunte necessità di alcune comunità religiose.</p>
<p data-start="405" data-end="638">A lanciare l’allarme è la stessa diocesi cassanese attraverso una nota ufficiale firmata dal vicario generale, don Annunziato Laitano. Nel comunicato si invita chiunque riceva il messaggio a non aprirlo e a eliminarlo immediatamente.</p>
<p data-start="640" data-end="749">Le email truffa risultano inviate dall’indirizzo <strong data-start="689" data-end="715"><a class="decorated-link cursor-pointer" rel="noopener" data-start="691" data-end="713">mons.savino@outlook.it</a></strong>, del tutto estraneo alla diocesi.</p>
<p data-start="751" data-end="967">L’allerta non riguarda solo il possibile esborso di denaro. Come evidenziato nella nota, i messaggi potrebbero contenere virus informatici o nascondere tentativi di hackeraggio finalizzati al furto di dati sensibili.</p>
<p data-start="969" data-end="1148">«Chiunque dovesse ricevere tale messaggio è pregato vivamente di non aprirlo e di cestinarlo direttamente», si legge nell’avviso pubblicato anche sul sito ufficiale della diocesi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Maxi truffa sui bonus edilizi: 50 indagati verso il processo a Cosenza</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/maxi-truffa-sui-bonus-edilizi-50-indagati-verso-il-processo-a-cosenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 09:32:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[bonus edilizi]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[GUP Letizia Benigno]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[truffa]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2025/10/tribunale-sorbeglianza-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>COSENZA – Cinquanta persone rischiano il processo per una presunta maxi truffa sui bonus edilizi. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio: l’udienza preliminare è fissata per il 13 aprile 2026 davanti al GUP Letizia Benigno. Secondo l’inchiesta della Guardia di Finanza, tra il 2021 e il 2023 sarebbe stato messo in piedi un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2025/10/tribunale-sorbeglianza-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p data-start="0" data-end="227">COSENZA – Cinquanta persone rischiano il processo per una presunta maxi truffa sui bonus edilizi. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio: l’udienza preliminare è fissata per il 13 aprile 2026 davanti al GUP Letizia Benigno.</p>
<p data-start="229" data-end="449">Secondo l’inchiesta della Guardia di Finanza, tra il 2021 e il 2023 sarebbe stato messo in piedi un sistema di crediti d’imposta fittizi per circa 15 milioni di euro, legati a lavori mai eseguiti su immobili inesistenti.</p>
<p data-start="451" data-end="660">Le pratiche, corredate da documenti e tecnici falsi, venivano presentate e poi cedute a Poste Italiane per ottenere liquidità immediata. Contestati anche reati di associazione per delinquere e autoriciclaggio.</p>
<p data-start="662" data-end="841" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Al vertice, secondo l’accusa, una coppia che avrebbe coordinato il sistema. Parte dei proventi sarebbe stata reinvestita in oro. Il GUP dovrà ora decidere sull’eventuale processo.</p>
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		<item>
		<title>Truffa aggravata online, assolto un 38enne: il giudice esclude i raggiri contestati</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/truffa-aggravata-online-assolto-un-38enne-il-giudice-esclude-i-raggiri-contestati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 13:05:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[truffa]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/04/truffa-online-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>Il Tribunale di Matera, in composizione monocratica penale, ha assolto un uomo di 38 anni, R.F., originario di Pietrafitta ma domiciliato a Corigliano-Rossano, dall’accusa di truffa aggravata. Secondo la ricostruzione del pubblico ministero, l’imputato avrebbe pubblicato su un noto sito internet alcuni oggetti usati, tra cui scarpe da donna e un seno in silicone. Un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/truffa-aggravata-online-assolto-un-38enne-il-giudice-esclude-i-raggiri-contestati/">Truffa aggravata online, assolto un 38enne: il giudice esclude i raggiri contestati</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/04/truffa-online-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p data-start="0" data-end="111">Il Tribunale di Matera, in composizione monocratica penale, ha assolto un uomo di 38 anni, R.F., originario di Pietrafitta ma domiciliato a Corigliano-Rossano, dall’accusa di truffa aggravata.</p>
<p data-start="475" data-end="868">Secondo la ricostruzione del pubblico ministero, l’imputato avrebbe pubblicato su un noto sito internet alcuni oggetti usati, tra cui scarpe da donna e un seno in silicone. Un acquirente, contattandolo tramite chat della piattaforma, sarebbe stato indotto a fidarsi dell’offerta e a effettuare un pagamento tramite bonifico istantaneo su una carta ricaricabile intestata allo stesso venditore.</p>
<p data-start="870" data-end="1168">Dopo il versamento, però, la merce non sarebbe mai stata consegnata e il venditore sarebbe diventato irreperibile. L’accusa contestava anche l’aggravante legata alle modalità della vendita, ritenute tali da rendere difficile la verifica dell’identità del soggetto e della qualità dei beni proposti.</p>
<p data-start="1170" data-end="1407">Nel corso dell’udienza predibattimentale, il difensore, l’avvocato Giuseppe Vena, ha chiesto il rito abbreviato. Durante la discussione ha sostenuto l’assenza di elementi concreti in grado di dimostrare l’esistenza di artifici o raggiri. «Il mio assistito non ha posto in essere alcuna condotta ingannevole», ha evidenziato il legale, insistendo sulla mancanza di prove idonee a sostenere l’accusa. Il giudice, valutati gli atti, ha ritenuto non dimostrata la responsabilità penale dell’imputato, pronunciando sentenza di assoluzione.</p>
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