Servono circa 11 milioni di euro per estendere la contrattualizzazione ai 934 tirocinanti di inclusione sociale rimasti fuori dal percorso avviato in Calabria. Le risorse stanziate finora ammontano a cinque milioni e permetterebbero di coinvolgere poco più di 300 lavoratori.
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Il bacino originario comprendeva oltre quattromila tirocinanti. Circa duemila sono stati stabilizzati negli enti locali grazie al contributo economico regionale, mentre altri mille hanno usufruito dell’incentivo per il pensionamento. Restano 934 persone prive di garanzie occupazionali e di sostegno economico.
Il sindacato propone di utilizzare le somme disponibili e di ampliare il numero delle amministrazioni coinvolte, includendo non soltanto gli enti locali che hanno aderito ai precedenti percorsi, ma anche altri organismi pubblici ed enti subregionali con necessità di personale.
Cgil e Nidil chiedono inoltre un sostegno economico per i lavoratori ancora esclusi. I sindacati contestano l’ipotesi dello “zainetto”, un incentivo di fine rapporto destinato a chi non sarà contrattualizzato, perché non garantirebbe continuità lavorativa.
L’obiettivo indicato dalle organizzazioni sindacali è completare il percorso attraverso nuovi finanziamenti e il coinvolgimento di altri enti, evitando che una parte dei tirocinanti rimanga definitivamente fuori dalle procedure di stabilizzazione.






