Viadotto Ortiano crollato, sei imputati davanti ai giudici: via al dibattimento a giugno

Si apre una nuova fase giudiziaria sulla vicenda del viadotto Ortiano II, crollato nel territorio di Longobucco nel 2023. Il giudice per l’udienza preliminare di Castrovillari, Luca Fragolino, ha disposto il rinvio a giudizio per sei persone, delineando così il passaggio al dibattimento.

A comparire davanti al tribunale collegiale saranno Aldo Madeo, Gianfranco Volpe, Gianpiero Alfonso Ammirato, Domenico Renda, Salvatore Arcuri e Domenico Turro, tutti legati a ruoli tecnici e dirigenziali nell’ambito Anas. L’avvio del processo è fissato per il 16 giugno.

Diversa la posizione di altri indagati, per i quali il giudice ha deciso il proscioglimento. Per alcuni è stata riconosciuta la totale estraneità ai fatti contestati, con la formula «non aver commesso il fatto». Si tratta di Demetrio Carmine Festa, Gian Franco Capiluppi, Emilio Michele Caravetta e Alfonso Rocco Ruffolo. In altri casi, come per Mariano Mari e Luigi Zinno, è stata rilevata l’insufficienza degli elementi raccolti per sostenere un’accusa in giudizio.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Castrovillari, nasce dal cedimento del ponte avvenuto il 3 maggio 2023. La struttura, realizzata meno di un decennio prima per attraversare un corso d’acqua, collassò dopo una fase di piogge intense che aveva aumentato la portata del fiume. In precedenza, il transito era stato interdetto per segnali di instabilità già segnalati nell’area.

Tra i punti al centro dell’accusa emerge la gestione del progetto. In base agli accertamenti, il piano iniziale prevedeva un sistema di fondazioni con 32 micropali, poi ridotti a 15 in fase esecutiva. Una modifica ritenuta rilevante, che secondo l’impostazione accusatoria non sarebbe stata accompagnata da verifiche adeguate sui rischi connessi al contesto fluviale.

Sotto esame anche le fasi successive, dalla validazione delle varianti fino ai controlli sull’opera completata. Aspetti che saranno valutati nel corso del processo, chiamato a chiarire eventuali responsabilità.

Sul piano operativo, Anas ha già avviato gli interventi per demolire e ricostruire il viadotto, includendo misure per ridurre i rischi legati al corso d’acqua. Ora l’attenzione si sposta nelle aule di giustizia, dove il procedimento entrerà nel vivo.

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