La violenza di genere continua a segnare la cronaca. Nonostante interventi legislativi e iniziative di sensibilizzazione, le vittime aumentano e restano spesso scoperte proprio nei momenti più delicati. La fragilità emerge nelle prime fasi dei procedimenti penali. Qui, dove le misure cautelari dovrebbero garantire protezione immediata, si registrano ritardi o provvedimenti inadeguati. In molti casi il bilanciamento tra garantismo e tutela pende a sfavore delle donne che denunciano.
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Il quadro che si delinea è quello di un sistema vulnerabile, incapace di prevenire escalation violente e di fermare episodi che troppo spesso sfociano in tragedie annunciate.
Servono strumenti più rapidi, procedure più efficaci e soprattutto una cultura della protezione che vada oltre la formalità del codice. Altrimenti, l’emergenza continuerà a riproporsi con la stessa drammatica ciclicità.






