Calabria, sviluppo sostenibile ancora in salita: povertà e istruzione restano le grandi sfide

Secondo l’ultimo rapporto Istat 2025 sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), la Calabria si conferma tra le regioni italiane con maggiori criticità nel percorso verso gli obiettivi dell’Agenda 2030. In particolare, il posizionamento della regione resta tra i peggiori a livello nazionale per i Goal relativi a povertà, istruzione e lavoro, che insieme dipingono un quadro di persistente disagio socioeconomico.

Nel 2024, oltre il 40% della popolazione calabrese è a rischio di povertà o esclusione sociale, una percentuale nettamente superiore alla media nazionale (23,1%) e tra le più alte d’Italia, insieme a Campania e Sicilia. Le cause? Secondo l’Istat, concorrono la bassa intensità di lavoro, l’elevata deprivazione materiale e un mercato del lavoro fragile, con un tasso di occupazione ancora distante dai target europei.

Anche sul fronte dell’istruzione i segnali restano preoccupanti: la Calabria registra una delle quote più alte di giovani (18-24 anni) che abbandonano precocemente la scuola e non risultano inseriti in alcun percorso di formazione. Una tendenza che incide negativamente anche sulle prospettive occupazionali e contribuisce alla fuga di giovani verso altre regioni o all’estero.

L’analisi territoriale del rapporto Istat evidenzia che più del 52% delle misure monitorate nella regione sono peggiori rispetto alla media nazionale. Solo una parte minoritaria degli indicatori – prevalentemente legati all’ambiente (Goal 13, 14, 15) – segna valori positivi, grazie a una pressione antropica meno intensa e una maggiore estensione delle aree naturali.

Tuttavia, l’evoluzione temporale lascia aperta qualche spiraglio: rispetto al passato, la Calabria registra un miglioramento in alcune misure, segno di un possibile rallentamento delle disuguaglianze territoriali. Ma resta urgente l’intervento istituzionale, soprattutto in chiave di investimenti strutturali e politiche inclusive.

Il Rapporto SDGs 2025 suona dunque come un campanello d’allarme: per avvicinare la Calabria ai traguardi dell’Agenda 2030, serve una strategia mirata, capace di agire su istruzione, lavoro e povertà con decisione e continuità. Altrimenti, il divario con il resto del Paese rischia di diventare strutturale.

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